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Mercato
Il mercato del miele nel mese di febbraio
è risultato quasi fermo a causa
dell’esaurimento delle scorte di magazzino.
Permane una sensibile domanda di miele
di acacia e castagno che risultano
però quasi completamente esauriti,
pertanto anche le loro quotazioni
subiscono forti oscillazioni.
Discorso a parte merita la melata,
il cui mercato continua a essere in
una fase di attesa. Sono giunti alcuni
segnali di richiesta ma sempre a quotazioni
uguali o appena inferiori ai 3 Euro/Kg..
Gli apicoltori hanno ormai venduto
le loro scorte e sono alla ricerca
di miele e polline. Si ritiene che
con la produzione 2009 vi sia stato
un sensibile incremento delle vendite.
La percezione di tale incremento era
già presente nel corso della
stagione commerciale, l’esaurimento
delle scorte e i conseguenti sobbalzi
di prezzo per piccole partite costituiscono
una prova certa del fenomeno.
Vi è anche una forte richiesta
di sciami, in particolar modo dal
Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna,
a causa delle morie che hanno colpito
soprattutto il settore del Bio.
Altre
informazioni
Si registra una generale sofferenza
delle api, con famiglie deboli e spopolamenti
abbastanza diffusi, anche se non in
modo omogeneo. Si evidenzia pertanto
una realtà a macchia di leopardo.
Chi aveva già subito perdite
in dicembre ha visto la sua situazione
peggiorare ulteriormente, con morie
invernali totali che hanno raggiunto
il 40%. Coloro invece che avevano
api sane e numerose hanno superato
l’inverno senza riscontrare perdite
significative. In generale, si denota
che le perdite più sostanziose
hanno colpito soprattutto gli apicoltori
di piccole o medie dimensioni, gli
hobbisti e i produttori biologici.
I problemi maggiori sono stati registrati
al Nord, migliore la situazione nel
Sud, anche se non sono mancati casi
di famiglie deboli, specie a causa
della varroa.
Sembrerebbe che le morie invernali
non abbiano colpito le aziende che
hanno utilizzato i blocchi di covata
quale strategia di lotta estiva alla
varroa. Si conferma il dato che le
morie invernali hanno la principale
motivazione nelle problematiche sanitarie:
varroa in primo piano, ma anche nosema.
Problematiche sanitarie rese ancor
più pesanti dall’inverno freddo
e prolungato che tra l’altro ha comportato
maggiori costi alle aziende apistiche
per la necessità di nutrire
le api.
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