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Mercato
Il mercato continua ad essere caratterizzato
da una quantità ridotta di
movimenti e da partite di piccole
dimensioni. L’andamento a rilento,
tipico di questa stagione, è accentuato
dalla preoccupazione degli apicoltori
di avere poco raccolto disponibile
nell’imminente stagione produttiva,
a causa degli spopolamenti. Al sud
ciò è aggravato dal
pessimo andamento produttivo del
miele di agrumi. Il numero degli
scambi è quindi ulteriormente
ridotto. I prezzi, per le poche partite
trattate, sono in leggero aumento
rispetto a quelli dei mesi precedenti.
Molto attivo il mercato di regine,
sciami e famiglie, con prezzi in
aumento. La necessità di recuperare
il patrimonio apistico perso durante
l’inverno, soprattutto al Nord, ha
fatto aumentare in modo consistente
le richieste e le prenotazioni per
l’inizio di stagione (coincidenti
col raccolto di acacia) e anche per
i mesi successivi.
Le regine sono quotate intorno ai
9 Euro l’una, gli sciami 60/70 Euro
e le famiglie a 90 Euro.
Stato delle famiglie – allerta avvelenamenti
La situazione si conferma allarmante
nelle aree pianeggianti della Pianura
padana, in coincidenza con la semina
del mais sono state registrate
perdite elevatissime e il fenomeno
progredisce ancora con l’avanzare
delle operazioni di semina. Sono
già stimabili in circa 50.000
gli alveari colpiti da spopolamento
che, quindi, non potranno produrre
miele.
Da quando sono iniziate le semine
del mais nella pianura padana sono
pervenute all’Osservatorio le prime
segnalazioni di gravi fenomeni di
spopolamento.
In seguito l’andamento climatico
differenziato nelle regioni e nei
territori ha molto influito e probabilmente
interagito con l’esposizione delle
api alla dispersione di sostanze
tossiche. In un primo momento i danni
più significativi si sono
verificati nel nord ovest per poi
manifestarsi in modo significativo
anche al nord est in particolare
nella provincia di Udine. In Veneto
le piogge e un elevato livello di
umidità hanno invece attenuato
i danni.
Solo per una parte degli apiari colpiti
ci risulta sia stata fatta segnalazione
alle autorità sanitarie.
Le rilevazioni puntuali fin qui raccolte
riguardano apicidi nei seguenti territori
comunali per un totale di 174 comuni:
Lombardia
Milano: Milano, Robecco sul Naviglio,
Parabiago, Nerviano, Ozzero, Cisliano,
Abbiategrasso, Corbetta, Morimondo,
Locate Triulzi, Carpiano
Cremona:Cremona, Casalmaggiore,
Soresina, Crema, Castellone, Gerre
dè Caprioli,
Pieve d'Olmi, Cingia de' Botti, Pavia,
Montebello della Battaglia, Casteggio
Mantova: Dosolo, Marcaria, Castellucchio,
Guidizzolo, Volta Mantovana, Goito,
Borgoforte, Volta Mantovana, Ceresara
Brescia: Rezzato, Gussago, Poncarale,
Castegnato, Rovato, Ospitaletto,
Pralboino, Gottolengo, Castenedolo,
Calcinato, Bagnolo Mella, Chiari,
Rodengo Saiano, Camignano
Bergamo: Ciserano, Grassobbio, Misano
Gera d’Adda, Brembate
Lodi: Zelo Buon Persico, Cervignano
d'Adda
Varese:
Binate, Comerio
Piemonte
Torino: Chivasso, Foglizzo, Vische,
Mazze', Caluso, Azzeglio, Parella,
Candia Canavese, Barone Canavese,
Villar Perosa, Lusigliè,
Feletto, Bosconero, Borgomasino,
Verolengo, Favria, Settimo Torinese,
Bricherasio, Mercenasco.
Alessandria: Alessandria,
Casale Monferrato, Valenza, Pecetto
Di Val.,
Camagna Monf., Borgomasino, Terruggia,
Ozzano, Bozzole, Rosignano, Pomaro,
San Salvatore, Treville, San Giorgio
Monf., Masio, Castelnuovo Scrivia,
Vignale Monf., Felizzano, Frugarolo,
Bosco Marengo, Capriata d'Orba, Fresonara,
Lu Monferrato, Pontestura, Mombello.
Asti: Asti, Revigliasco, San Damiano
d'Asti, Vercelli, Cigliano.
Cuneo: Cuneo, Savigliano, Barge,
Villanova Solaro, Revello, Moretta,
Saluzzo, Marene, Centallo, Cervere,
Fossano, S. Albano Stura, Morozzo,
Mondovì, Paesana, Peveragno,
Sant'Albano Stura, Villanova Solaro.
Novara:
Novara, , Oleggio, Bellinzago, ,
Cameri, Briga Novarese, , Marano
Ticino, , Fontaneto d'Agogna, , Trecate,
, Mezzomerico, , Briga Novarese,
, Pombia, , Galliate, , Sozzago,
, Romentino, ,
Emilia Romagna
Piacenza
Piacenza, Fiorenzuola
d'Arda, Bettola, Castell'Arquato,
Gropparello, Ponte dell'Olio,
Borgonuovo Val Tidone, Cortemaggiore,
Podenzano, Ziano Piacentino
Parma: Soragna,
Fidenza,
Veneto
Padova: Arquà Petrarca , Limena
Treviso: Montebelluna, Paese, Castelfranco
Veneto
Verona: Angiari
Friuli Venezia Giulia
Udine: Udine, Mortegliano, Castions
di Strada , Rivignano , Bertiolo,
Codroipo , Pozzuolo del Friuli,
Martignacco, Fagagna, Pasian di
Prato, Campoformido, Pradamano,
Sedegliano, Mereto di Tomba, Basiliano,
Lestizza, Talmassons, Coseano,
Flaibano, Povoletto, Tricesimo,
Reana di Rojale, Premariacco, Remanzacco
Per le prime
segnalazioni l’assoluta contemporaneità con le semine
ha messo in connessione l’esposizione
dell’ape alla necessità di
raccolta di nettare, polline, acqua
e in particolare di rugiada contaminati
da polveri tossiche disperse da concianti
di semi.
Purtroppo sono da segnalare anche
importanti morie di api di campo
nella prima decade di aprile pure
in presenza di cattivo tempo e piogge
che hanno fortemente limitato le
attività di volo e di raccolta
delle api.
L’apprensione e la preoccupazione
degli apicoltori per la ripresa delle
operazioni di semina sono elevatissime
anche per la necessità di
collocare gli apiari, molti dei quali
precipitosamente spostati in collina
o montagna per cercare scampo, nelle
zone di fioritura anticipata dell’acacia
in pianura e quindi in zone di significativa
importanza maidicola. C’è in
effetti un grave rischio che in contemporanea
con le prime fioriture dell’acacia
previste per i primi di maggio riprendano
le morie delle api.
Da varie regioni: Piemonte, Lombardia,
Toscana, Abruzzo e Calabria pervengono
segnalazioni inoltre per diffusi
problemi di peste europea e difficoltà di
sviluppo delle famiglie d’api.
La novità più evidente,
oltre all’espandersi delle aree danneggiate
al nord, è la rilevazione
di danni significativi anche al Sud.
Oltre a spopolamenti derivanti dall’uso
di neonicotinoidi in aree frutticole,
in particolare nei pescheti contigui
agli agrumeti come ad esempio nella
piana di Sibari, vanno segnalati
danni notevoli da peste europea.
I danneggiamenti all’apicoltura nel
centro-sud, per le particolarità che
presentano e per il fatto che sono
comparsi recentemente richiedono
ulteriori approfondimenti sul piano
quali-quantitativo. Avvio della stagione produttiva
Al sud la situazione è dominata
da un andamento negativo o molto
negativo, nella produzione del miele
di agrumi, in Calabria, Basilicata
e Puglia. La fioritura di agrumi è iniziata
da circa 15 giorni e siamo a circa
una settimana dalla fine; la forte
escursione termica fra il giorno
e la notte determina una produzione
scarsa o molto scarsa anche se le
famiglie produttive sono in buono
stato. Le prime stime valutano la
produzione in una forbice compresa
tra i 15 e i 30 kg/alveare.
In Sicilia la produzione di miele
di agrumi è ancora peggiore.
Si sta avviando la produzione di
miele di acacia ma è troppo
presto per azzardare delle stime.
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