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Mercato
Il mercato è tuttora caratterizzato
da un numero molto limitato di scambi.
Si registrano tuttavia le prime transazioni
per il miele di acacia, in genere si
riferiscono a partite di dimensioni
ridotte, scambiate da piccoli operatori
commerciali e fra apicoltori.
I prezzi registrano una flessione anche
se contenuta ad eccezione della Lombardia
che conferma i prezzi registrati a
fine stagione 2008.
Piccole partite anche per i millefiori,
mentre non si registrano scambi per
l’agrumi, anche per i ritardi della
fioritura e conseguentemente della
smielatura.
Restano alte la richiesta e le quotazioni
per regine, sciami artificiali e famiglie.
In netta crescita il mercato dei “pacchi
d’ape”.
Andamento produttivo
ACACIA
La produzione di questo miele è stata
buona o addirittura ottima per qualità ed
anche per quantità.
Il numero delle famiglie in condizioni
produttive era molto inferiore a
quello degli anni scorsi, inferiore
o pari al 2008 (anno dei grandi spopolamenti
al nord).
La quantità complessivamente
prodotta resta tuttora da stimare,
tuttavia si possono fare alcune considerazioni:
1) si è prodotta acacia di
buona qualità anche oltre
le aree tradizionalmente vocate,
investendo il centro Italia ed anche
alcune zone del sud.
2) Le produzioni unitarie sono buone
od ottime:
. 25-40 kg/alveare in molte zone
del Piemonte con punte anche più elevate
. 15-35 kg/alveare nelle altre zone
piemontesi (soprattutto alle quote
più basse)
. 20-35 kg/alveare in Lombardia
. 30-35 kg/alveare in Romagna
. 20-30 kg/alveare in Emilia, con
produzioni migliori alle quote più elevate
. 25-30 kg/alveare anche in Toscana
. buone produzioni anche in Umbria,
Marche, Lazio, Abruzzo e Calabria
AGRUMI
La produzione di agrumi è stata
più scarsa, con un andamento
alterno da zona a zona.
Le cause sono state molteplici, in
primo luogo il maltempo nella fase
iniziale ha ostacolato la secrezione
nettarifera e la bottinatura, tuttavia
il perdurare per un lungo tempo delle
fioriture ha consentito di recuperare
anche se parzialmente e in modo disomogeneo.
Un altro elemento che ha inciso sui
livelli produttivi, registrato in
modo eclatante in diverse zone della
Calabria, sta nella perdita consistente
e ripetuta di api bottinatrici in
concomitanza con trattamenti fitosanitari
su agrumi e sui frutteti contigui.
La produzione unitaria si aggira
intorno a 20 kg/alveare in Sicilia
e in parte della Calabria mentre
nell’alta Calabria in Basilicata
e Puglia si sono avute medie produttive
a “macchia di leopardo”, anche superiori
ai 40 Kg.
Nelle aree maggiormente soggette
agli avvelenamenti la produzione
si attesta a livelli molto bassi,
raggiungendo solo sporadicamente
15 kg/alveare.
SULLA
Buone produzioni di questo miele
in Sicilia e Calabria.
ALTRI MIELI
Tarassaco, la produzione è stata
molto scarsa o nulla a causa del
maltempo.
Tiglio, è in corso la produzione,
disturbata da vento e maltempo che
riducono notevolmente i giorni di
raccolta, il miglior avvio di produzione
si registra in collina.
Castagno, non è ancora iniziata
la raccolta, anche se la fioritura
e la consistenza delle famiglie lascia
ben sperare. Preoccupa non poco in
vari areali la perdurante mancanza
di precipitazioni.
Altre informazioni
Generalmente buono o molto buono
lo stato delle famiglie, escluse
le zone soggette ad avvelenamenti.
Problematiche da nosema invernale,
in particolare nelle zone più fredde
in inverno in cui si era prodotta
melata nell’estate 2008, in via di
risoluzione.
Registrati in vari areali (costiera
campana e laziale, basso Piemonte
ecc.) infestazioni di peste europea
e di virosi.
Assenza di spopolamenti in concomitanza
con la semina del mais (restano i
due casi già segnalati).
Gravi i danni per spopolamento in
concomitanza con i trattamenti fitosanitari
per irrorazione su agrumi e frutteti
in particolare nella Piana di Sibari
e Metaponto.
Segnalato un andamento anomalo e
tardivo del fenomeno della sciamatura
con frequente orfanizzazione di famiglie
in molte zone del paese.
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