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osservatorio del miele

produzione e mercato
 
RILEVAZIONE MENSILE APRILE 2008
PREZZI E ANDAMENTO PRODUTTIVO DEL MIELE


Mercato
Il mercato continua ad essere caratterizzato da una quantità ridotta di movimenti e da partite di piccole dimensioni. L’andamento a rilento, tipico di questa stagione, è accentuato dalla preoccupazione degli apicoltori di avere poco raccolto disponibile nell’imminente stagione produttiva, a causa degli spopolamenti. Al sud ciò è aggravato dal pessimo andamento produttivo del miele di agrumi. Il numero degli scambi è quindi ulteriormente ridotto. I prezzi, per le poche partite trattate, sono in leggero aumento rispetto a quelli dei mesi precedenti. Molto attivo il mercato di regine, sciami e famiglie, con prezzi in aumento. La necessità di recuperare il patrimonio apistico perso durante l’inverno, soprattutto al Nord, ha fatto aumentare in modo consistente le richieste e le prenotazioni per l’inizio di stagione (coincidenti col raccolto di acacia) e anche per i mesi successivi.
Le regine sono quotate intorno ai 9 Euro l’una, gli sciami 60/70 Euro e le famiglie a 90 Euro.

Stato delle famiglie – allerta avvelenamenti
La situazione si conferma allarmante nelle aree pianeggianti della Pianura padana, in coincidenza con la semina del mais sono state registrate perdite elevatissime e il fenomeno progredisce ancora con l’avanzare delle operazioni di semina. Sono già stimabili in circa 50.000 gli alveari colpiti da spopolamento che, quindi, non potranno produrre miele.
Da quando sono iniziate le semine del mais nella pianura padana sono pervenute all’Osservatorio le prime segnalazioni di gravi fenomeni di spopolamento.
In seguito l’andamento climatico differenziato nelle regioni e nei territori ha molto influito e probabilmente interagito con l’esposizione delle api alla dispersione di sostanze tossiche. In un primo momento i danni più significativi si sono verificati nel nord ovest per poi manifestarsi in modo significativo anche al nord est in particolare nella provincia di Udine. In Veneto le piogge e un elevato livello di umidità hanno invece attenuato i danni.
Solo per una parte degli apiari colpiti ci risulta sia stata fatta segnalazione alle autorità sanitarie.
Le rilevazioni puntuali fin qui raccolte riguardano apicidi nei seguenti territori comunali per un totale di 174 comuni:

Lombardia
Milano: Milano, Robecco sul Naviglio, Parabiago, Nerviano, Ozzero, Cisliano, Abbiategrasso, Corbetta, Morimondo, Locate Triulzi, Carpiano
Cremona:Cremona, Casalmaggiore, Soresina, Crema, Castellone, Gerre dè Caprioli, Pieve d'Olmi, Cingia de' Botti, Pavia, Montebello della Battaglia, Casteggio
Mantova: Dosolo, Marcaria, Castellucchio, Guidizzolo, Volta Mantovana, Goito, Borgoforte, Volta Mantovana, Ceresara
Brescia: Rezzato, Gussago, Poncarale, Castegnato, Rovato, Ospitaletto, Pralboino, Gottolengo, Castenedolo, Calcinato, Bagnolo Mella, Chiari, Rodengo Saiano, Camignano
Bergamo: Ciserano, Grassobbio, Misano Gera d’Adda, Brembate
Lodi: Zelo Buon Persico, Cervignano d'Adda
Varese: Binate, Comerio

Piemonte
Torino
: Chivasso, Foglizzo, Vische, Mazze', Caluso, Azzeglio, Parella, Candia Canavese, Barone Canavese, Villar Perosa, Lusigliè, Feletto, Bosconero, Borgomasino, Verolengo, Favria, Settimo Torinese, Bricherasio, Mercenasco.
Alessandria: Alessandria, Casale Monferrato, Valenza, Pecetto Di Val., Camagna Monf., Borgomasino, Terruggia, Ozzano, Bozzole, Rosignano, Pomaro, San Salvatore, Treville, San Giorgio Monf., Masio, Castelnuovo Scrivia, Vignale Monf., Felizzano, Frugarolo, Bosco Marengo, Capriata d'Orba, Fresonara, Lu Monferrato, Pontestura, Mombello.
Asti: Asti, Revigliasco, San Damiano d'Asti, Vercelli, Cigliano.
Cuneo: Cuneo, Savigliano, Barge, Villanova Solaro, Revello, Moretta, Saluzzo, Marene, Centallo, Cervere, Fossano, S. Albano Stura, Morozzo, Mondovì, Paesana, Peveragno, Sant'Albano Stura, Villanova Solaro.
Novara: Novara, , Oleggio, Bellinzago, , Cameri, Briga Novarese, , Marano Ticino, , Fontaneto d'Agogna, , Trecate, , Mezzomerico, , Briga Novarese, , Pombia, , Galliate, , Sozzago, , Romentino, ,

Emilia Romagna
Piacenza
Piacenza, Fiorenzuola d'Arda, Bettola, Castell'Arquato, Gropparello, Ponte dell'Olio, Borgonuovo Val Tidone, Cortemaggiore, Podenzano, Ziano Piacentino
Parma: Soragna, Fidenza,

Veneto
Padova: Arquà Petrarca , Limena
Treviso: Montebelluna, Paese, Castelfranco Veneto
Verona: Angiari

Friuli Venezia Giulia
Udine: Udine, Mortegliano, Castions di Strada , Rivignano , Bertiolo, Codroipo , Pozzuolo del Friuli, Martignacco, Fagagna, Pasian di Prato, Campoformido, Pradamano, Sedegliano, Mereto di Tomba, Basiliano, Lestizza, Talmassons, Coseano, Flaibano, Povoletto, Tricesimo, Reana di Rojale, Premariacco, Remanzacco

Per le prime segnalazioni l’assoluta contemporaneità con le semine ha messo in connessione l’esposizione dell’ape alla necessità di raccolta di nettare, polline, acqua e in particolare di rugiada contaminati da polveri tossiche disperse da concianti di semi.
Purtroppo sono da segnalare anche importanti morie di api di campo nella prima decade di aprile pure in presenza di cattivo tempo e piogge che hanno fortemente limitato le attività di volo e di raccolta delle api.
L’apprensione e la preoccupazione degli apicoltori per la ripresa delle operazioni di semina sono elevatissime anche per la necessità di collocare gli apiari, molti dei quali precipitosamente spostati in collina o montagna per cercare scampo, nelle zone di fioritura anticipata dell’acacia in pianura e quindi in zone di significativa importanza maidicola. C’è in effetti un grave rischio che in contemporanea con le prime fioriture dell’acacia previste per i primi di maggio riprendano le morie delle api.
Da varie regioni: Piemonte, Lombardia, Toscana, Abruzzo e Calabria pervengono segnalazioni inoltre per diffusi problemi di peste europea e difficoltà di sviluppo delle famiglie d’api.
La novità più evidente, oltre all’espandersi delle aree danneggiate al nord, è la rilevazione di danni significativi anche al Sud. Oltre a spopolamenti derivanti dall’uso di neonicotinoidi in aree frutticole, in particolare nei pescheti contigui agli agrumeti come ad esempio nella piana di Sibari, vanno segnalati danni notevoli da peste europea.
I danneggiamenti all’apicoltura nel centro-sud, per le particolarità che presentano e per il fatto che sono comparsi recentemente richiedono ulteriori approfondimenti sul piano quali-quantitativo.

Avvio della stagione produttiva
Al sud la situazione è dominata da un andamento negativo o molto negativo, nella produzione del miele di agrumi, in Calabria, Basilicata e Puglia. La fioritura di agrumi è iniziata da circa 15 giorni e siamo a circa una settimana dalla fine; la forte escursione termica fra il giorno e la notte determina una produzione scarsa o molto scarsa anche se le famiglie produttive sono in buono stato. Le prime stime valutano la produzione in una forbice compresa tra i 15 e i 30 kg/alveare.
In Sicilia la produzione di miele di agrumi è ancora peggiore.
Si sta avviando la produzione di miele di acacia ma è troppo presto per azzardare delle stime.

 

RAPPORTI ANNUALI
PRODUZIONE E MERCATO DEL MIELE IN ITALIA

Rapporto 2006 (pdf 190 kb)

Rapporto 2005 (pdf 212 kb)

Rapporto 2004 (pdf 125 kb)

Rapporto 2003 (pdf 174 kb)

Rapporto 2002 (pdf 280 kb)

Rapporto 2001 (pdf 263 kb)

Rapporto 2000 (pdf 64 kb)

Rapporto 1999 (pdf 136 kb)

 
aggiornato a: 06.05.2008  

Città di Castel San Pietro Terme Osservatorio Nazionale della Produzione e del Mercato del miele
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