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 aggiornato al: 03/09/02

CITTA' DEL MIELE

I numeri del miele in Italia: 55 miliardi di api per 50 mila apicoltori.

La produzione di miele in Italia si aggira mediamente attorno alle 10.000 tonnellate/anno.
Nel 2001 la produzione è stata molto scarsa a causa delle cattive condizioni meteorologiche, risultando di poco inferiore alle 8 mila tonnellate, quasi il 30% in meno del 2000 (10.300 tonnellate). Leggermente in diminuzione anche le importazioni (da Argentina, Ungheria, Germania e Romania), passate dalle 12.486 tonnellate del 2000 alle 11.737 del 2001. In aumento del 18% le esportazioni (in Germania, Austria, Francia e Svizzera), passate dalle 3.298 tonnellate del 2000 alle 3.892 tonnellate del 2001.
Quasi azzerate le importazioni dalla Cina – che fino al ’95 esportava in Italia oltre 2 mila tonnellate l’anno – in quanto è stato riscontrata la bassissima qualità dei mieli prodotti e gli alti contenuti di metalli e antibiotici (recentemente ne è stata bloccata l’importazione in tutta la Comunità europea).
Il consumo di miele in Italia è stato nel 2001 di circa 16.000 tonnellate (285 grammi pro-capite), il 23% in meno del 2000. Nel 2000 era stato di circa 20.000 tonnellate (360 grammi pro-capite). In realtà questi dati tengono conto solo in parte del miele prodotto per autoconsumo, stimabile all’incirca in 1.500-2.000 tonnellate/anno, il che farebbe salire il consumo pro-capite, per il 2001, a circa 300 grammi.
Rispetto agli altri Paesi europei il consumo di miele in Italia è comunque molto basso, se si considera che la media europea è intorno ai 700 grammi e i tedeschi e i greci consumano ogni anno oltre un chilo di miele.
I più grandi produttori al mondo di miele sono, in ordine, la Cina (180.000 t), gli Stati Uniti (90.000 t), l’Argentina (85.000), il Messico (60.000) e il Canada (34.000). In Europa il primato della produzione va alla Germania (13.000). La produzione totale mondiale è pari a 1,2 milioni di tonnellate di miele all’anno (più o meno quanto può contenere il bacino del lago di Bolsena).
Facendo un confronto sui consumi tra queste nazioni, risulta che i più grossi esportatori sono la Cina (che ha un consumo pro-capite annuo di soli 92 grammi), il Messico (293 g consumo pro-capite) e l’Argentina (200 g), mentre Stati Uniti (575 g), Canada (867 g) e soprattutto Germania (1.082 g), oltre ad avere grandi produzioni, sono anche grandi consumatori. Da una recente stima elaborata dall’Unione nazionale delle Associazioni degli Apicoltori italiani (Unaapi), i produttori apistici - gli apicoltori che svolgono l'attività a fini economici e ricavano un reddito rilevante dall'attività - sono 7.500, circa il 15% del totale degli apicoltori italiani (50 mila).
Gli alveari superano il milione (1.100.000 circa) e le api sono circa 55 miliardi.
Il valore monetario della produzione di miele (materia prima, quotazioni all’ingrosso) supera di poco i 20 milioni di Euro, valore che sale a circa 60 milioni di Euro se si considera l’indotto.
Più o meno fa 55 Euro ad alveare, un Euro ogni mille api.
Altissimo il valore delle api italiane dal punto di vista ambientale: il valore monetario stimato per il servizio di impollinazione all'agricoltura è pari a 2,6 miliardi di Euro/anno (senza le api gran parte della frutta e degli ortaggi non potrebbero svilupparsi), mentre quello relativo alle specie spontanee supera i 3 miliardi di Euro/anno. E’ come dire che le api, per l’ambiente, valgono circa 10 centesimi l’una. Un alveare ... 5.000 Euro (ben 10 milioni di vecchie Lire).
Per produrre un grammo di miele serve il lavoro di 5 api e ognuna di loro, per raccogliere un grammo del nettare necessario per produrlo, compie oltre 50 voli.

 
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