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DICEMBRE 2006
Mercato
Mercato stabile come prezzi
e con transazioni nella norma. Da
segnalare
di una buona tenuta dei prezzi del
miele biologico, di quello di tiglio
e della melata. Continuano le difficoltà per
il miele di acacia, ormai raggiunto
e in qualche caso superato dal miele
di agrumi. Si conferma anche la nota
del mese scorso di una forbice abbastanza
elevata tra i prezzi minimi e massimi
per quasi tutti i mieli.
NOVEMBRE 2006
Mercato
Mercato attivo
ma con prezzi sostanzialmente stabili.
Da evidenziare una forbice abbastanza
elevata tra i prezzi minimi e massimi
per quasi tutti i mieli. A parte
qualche partita di non elevate
dimensioni, venduta a prezzi prossimi
ai 3 Euro/kg, il miele di acacia è ancora
in grande sofferenza. Grosse partite
sono state vendute intorno ai 2,50
Euro/kg. In ripresa il miele di
agrumi, ormai allo stesso prezzo
di quello di acacia. Regge il prezzo
della melata e del miele di castagno.
Sui mercati internazionali ancora in leggero aumento il miele argentino (da
1,89 a 2,00 $/kg), mentre è stabile quello cinese (1,65 $/kg). Da segnalare
la non competitività dei mieli dell’Est europeo sui mercati italiani,
dato che gli aumenti del prezzo di Paesi come l’Ungheria e Romania (e la diminuzione
di quelli italiani), non rende più interessante l’importazione.
Da segnalare
una forte richiesta per sciami
e famiglie di api.
Sul fronte sanitario, sono da segnalare perdite di api a causa varroa in diverse
località.
OTTOBRE 2006
Produzione
Produzione
nella media per l’eucalipto autunnale
in Calabria, con rese intorno ai
15-20 kg/alveare. Discreto sembra
essere anche il raccolto di miele
di corbezzolo in Sardegna, specie nelle zone più elevate.
Mercato
Mercato che sta entrando nella sua fase più attiva, con prezzi sostanzialmente
stabili, o in leggero aumento, specie per i mieli biologici. Si fa sempre più critica
la situazione per il miele di acacia, ormai sceso stabilmente sotto i 2,90
Euro/kg. L’abbondante produzione di questa stagione, e le scorte dell’anno
passato ancora nei magazzini, hanno fatto precipitare le quotazioni, in qualche
caso vicine ai 2,60 Euro/kg. Leggermente in flessione anche il prezzo del miele
di agrumi, anche se la forbice molto ampia tra le diverse partite, lascia presupporre
che i prezzi più bassi siano relative a mieli di scarsa qualità.
Se in Italia il prezzo della produzione nazionale non accenna ad aumentare
(quando non diminuisce), sale costantemente il prezzo del miele sui mercati
internazionali. Sale il prezzo del millefiori cinese, quotato sul mercato statunitense
1,65 $/kg (in luglio era a 1,49 $/kg), e di quello argentino: 1,89 $/kg rispetto
a 1,86 $/kg del mese scorso. Stessa tendenza anche per i mieli prodotti in
Messico, Brasile e Vietnam.
Le quotazioni dei mieli provenienti dall’Est europeo sono stabili, ma già erano
aumentate nei mesi scorsi, tanto da non essere più “appetibili” per
gli importatori italiani.
Per quanto riguarda la pappa reale da segnalare un forte richiesta del mercato,
con prezzi variabili tra i 500 e i 600 Euro/kg.
Forte anche la richiesta e le prenotazioni per sciami e famiglie di api, quest’ultime
quotate intorno ai 70/75 Euro. Fermo il mercato delle regine, con prenotazioni
per la primavera prossima a circa 9-10 Euro l’una.
SETTEMBRE 2006 Nessuna novità per la produzione, con la stagione ormai finita per quasi
tutti i mieli, ad esclusione dell’eucalipto autunnale in Calabria e del corbezzolo,
mieli per i quali solo il mese prossimo sarà possibile dare delle indicazioni.
Il mercato sta entrando nel suo periodo di maggior scambio con estrema lentezza.
Le transazioni ci sono ma sembra che l’offerta, almeno per ora, sia superiore
alla richiesta. I grandi invasettatori hanno buone scorte e non sembrano avere
fretta di acquistare grosse partite di miele.
Continua la sofferenza del miele di acacia, acquistato quasi ovunque tra i 2,70
e i 2,80 Euro/kg. Stabili i prezzi di quasi tutti gli altri mieli, in gran parte
quotati intorno ai 2,40 Euro/kg. Da segnalare un’ottima tenuta e una leggera
tendenza al rialzo per il miele di melata (2,20 Euro/kg) e una leggera flessione
per quello di agrumi, specie in Sicilia, da alcuni mesi offerto a 2,30-2,40 Euro/kg.
Stabile il miele millefiori, quotato tra 1,90 e 2 Euro/kg.
Questa difficoltà del mercato all’ingrosso sembra essere provocata dalla
buona disponibilità di miele – specie di acacia ma non solo – e dal fenomeno
della frammentazione del mercato stesso: molti produttori, infatti, stanno tornando
ad orientarsi ai sistemi di vendita diretta.
Poco significativa l’offerta del miele dall’Est europeo, dato che i prezzi sono
solo di 20-30 centesimi di Euro più bassi di quelli italiani.
AGOSTO 2006
Produzione
Il caldo e la siccità di luglio e il cattivo tempo di agosto, che hanno
colpito gran parte delle regione del Nord, hanno penalizzato la raccolta di
alcuni mieli. A farne le spese soprattutto l'eucalipto, il millefiori e la
melata. Tra le regioni più penalizzate la Sardegna, a causa della prolungata
siccità il raccolto è stato inferiore del 50% rispetto alla norma
e per alcuni mieli la produzione è stata nulla, come ad esempio per
la lavanda.
Eucalipto. Le
produzioni sono state medio basse,
soprattutto nelle zone più vocate
della costa laziale, dove le medie
sono intorno ai 10-15 kg/alveare.
Inferiore alla media anche il raccolto
in Sardegna, con medie intorno ai
20 kg/alveare (nelle annate favorevoli
si produce il doppio). Bene, compatibilmente
con la stagione negativa, il raccolto
in Sicilia, con produzioni intorno
ai 20 kg/alveare. Nella media anche
la produzione calabrese.
Melata
di metcalfa. Stagione
pessima al Nord Ovest, come medie
di 5-10 kg/alveare. Un po' meglio
in parte dell'Emilia (15 e i 20 kg/alveare),
ma produzioni decisamente scarse
in quasi tutte le altre aree.
Millefiori. Stagione
iniziata bene (specie ad inizio
estate) e finita nel peggiore dei
modi, a causa della prolungata
siccità. Il raccolto di
fine luglio e agosto è stato
quasi nullo.
Mercato
Segnali positivi da un mercato che, seppur con qualche difficoltà, sta
ripartendo.
Le transazioni non sono molto numerose ma a parte il miele di acacia (che non
riesce a superare i 3 Euro/kg e le richieste sono quasi nulle), i prezzi sembrano
in ripresa. Bene la melata, probabilmente favorita dal blocco delle importazioni
dal Brasile. Buoni i prezzi anche del miele di eucalipto, quasi certamente
a causa delle scarse produzioni estive.
Quello che colpisce è l'estrema variabilità dei prezzi, con forbici
molto ampie tra una transazione e l'altra.
Molto positive anche le notizie dall'estero, che dovrebbero favorire il mercato
italiano. Nell'Est europeo, in parte per le scarse produzioni e in parte per
il trasformarsi del mercato - sempre più "europeo" - i prezzi
sono saliti e ora sono di poco inferiori ai prezzi italiani. L'acacia ungherese è venduta
a 2,50-2,60 Euro/kg e il millefiori a 1,60-1,70 Euro/kg.
In aumento anche il prezzo del miele argentino - soprattutto sul mercato interno
- e quello cinese. Il millefiori argentino nell'ultimo anno (da luglio 2005
a luglio 2006), è passato da 1,48 $/kg a 1,86 $/kg, quello cinese da
1,29 $/kg a 1,49 $/kg e quello brasiliano da 1,36 $/kg a 1,72 $/kg. (Tutti
i prezzi comprendono tasse e trasporto sul mercato USA). In Argentina in particolare,
il prezzo del miele sul mercato interno e i costi di produzione, sono aumentati
fino al 50% in solo 2 anni, tant'è che recentemente è stato criticato
un accordo commerciale con gli Stati Uniti, in quanto il prezzo concordato è inferiore
al costo di produzione.
Alti anche i prezzi del miele di agrumi messicano (acquistato in gran parte
dagli Stati Uniti), pari a 2,51 $/kg e del millefiori ucraino (l'Ucraina è molto
attiva sul mercato Nord-americano) venduto a 1,54 $/kg.
LUGLIO 2006
Produzione
Le produzioni estive sono state ostacolate
dal grande caldo che ha colpito quasi
tutta Italia. Specie nelle zone di
pianura le produzioni sono state limitate
e circostritte all'inizio del mese.
Meglio in collina, in montagna e nelle
zone più umide e fresche.
Castagno.
La produzione media è stata
di circa 20-25 kg/alveare, con punte
più elevate nel Nord-est. Abbastanza
buona la produzione anche in alcune
aree del Sud, come Calabria e Sicilia.
Eucalipto.
Raccolto nella media, intorno ai 25
kg/alveare la produzione.
Girasole.
Battuta d'arresto per questo miele,
che era iniziato con ottimi raccolti,
poi in parte compromessi per il grande
caldo e la siccità. La media
dovrebbe essere intorno ai 20 kg/alveare.
Millefiori.
Confermata l'annata positiva, con
produzioni mediamente intorno ai 25
kg/alveare.
Tiglio.
Buone le produzioni, soprattutto per
il tiglio di montagna, a parte alcune
zone colpite dalla siccità.
Nei paesi dell'Est
europeo la produzione sembra essere
stata scarsa in Ungheria (specie per
l'acacia) e nella media in Romania
e Bulgaria.
Mercato.
Mercato con qualche accenno di ripresa
anche se non ci sono transazioni molto
numerose. Da segnalare qualche buona
vendita per il miele di agrumi, con
prezzi superiori ai 3 Euro/kg, tendenti
al rialzo. Stabile il prezzo del miele
di acacia e in leggero aumento quello
del millefiori, soprattutto per i
chiari e di buona qualità.
Sul mercato internazionale da segnalare
l'acacia ungherese quotata 2,40/2,50
Euro/kg e quella rumena a 2,30 Euro/kg.
Stabile il prezzo del miele argentino
e di quello cinese, comunque più
elevati rispetto alla passata stagione.
GIUGNO 2006
Produzione
Completata la stagione del miele di
acacia: ottima quasi ovunque, il mese
di giugno, iniziato sotto i migliori
auspici per gran parte dei mieli,
come castagno, tiglio, eucalipto e
girasole, sta vivendo un finale incerto,
con un sostanziale rallentamento della
produzione a causa delle alte temperature
e soprattutto della siccità.
Il problema non è diffuso e
sembra aver colpito un po’ a macchia
di leopardo, specie nelle zone pianeggianti
di Piemonte, Lombardia e Ovest dell’Emilia.
Migliore la situazione in prossimità
dei rilievi e al Centro Sud.
Castagno.
Ottime produzioni nel Nord-Est, con
punte in Friuli di 35 kg/alveare.
Più basse le produzioni in
Piemonte (15-20 kg/alveare), anche
se a quote più elevate il raccolto
non è ancora terminato. Il
raccolto è stato buono anche
al Sud, area non certo vocata per
questo miele, con medie in Sicilia
di 15 kg/alveare, e di poco superiori
in Calabria.
Eucalipto.
Buon inizio per questo miele in Sicilia
e Calabria, anche se in alcune zone
il freddo invernale ha compromesso
la fioritura. Benché la raccolta
sia appena iniziata, è comunque
presumibile una buona annata.
Girasole.
L’aumento delle superfici coltivate
di questa specie nettarifera e un
buon inizio di stagione, sembrano
indicare una produzioni medio buone
per il girasole. Se non fosse per
la siccità, che sta rallentando
la fioritura delle specie tardive,
poteva essere un’annata ancora migliore.
Per ora, le medie sono intorno ai
20 kg/alveare.
Millefiori.
Ottimi raccolti in Italia centrale,
specie in Toscana. Bene anche nel
Nord-Est, anche se la siccità
a rallentato la raccolta sul finire
del mese, con medie di 15-20 kg/alveare.
Rovo.
Annata da ricordare per l’abbondanza
e l’elevata qualità di questo
miele in Toscana e in buona parte
dell’Italia centrale. Una fioritura
abbondante e prolungata a spinto a
raccolti intorno a 30 kg/alveare.
Tiglio.
Situazione molto irregolare per questo
miele e sostanziali differenze anche
tra il miele di pianura e quello di
montagna. In pianura le medie sono
tra i 10 e i 20 kg/alveare, mentre
in montagna si passa da produzione
anche maggiori (dove i temporali hanno
aiutato la fioritura) a produzioni
nulle, come in Val Sesia. La raccolta
è tuttora in corso.
Trifoglio.
Buoni raccolti, e abbondanti, fino
alla metà del mese, con un
rallentamento sul finire del mese
a causa della siccità.
Confermata la cattiva
annata in Ungheria per miele di acacia.
Nonostante qualche buon raccolto sul
finire di stagione (in collina la
produzione è stata bassa ma
accettabile), nel complesso, il calo
produttivo sembra essere intorno al
50%.
Mercato.
Mercato in attesa, con poche transazioni
degne di nota. I prezzi sono invariati
rispetto ai mesi precedenti, con il
miele di acacia tra i 2,80 e i 3,00
Euro/kg. Quasi nulli gli scambi degli
altri mieli.
Sul mercato internazionale, continua
a crescere il prezzo dei mieli millefiori
argentini (dall’inizio dell’anno l’incremento
è stato di quasi 50 centesimi
di dollaro al chilo), ed è
ora attestato intorno a 1,95 $/kg.
Stabile invece il miele cinese, fermo
ormai da alcuni mesi sui 1,40/1,43
$/kg, comunque più alto rispetto
alla passata stagione.
MAGGIO 2006
Produzione
Ottimo inizio di stagione per la produzione
di miele in gran parte della Penisola.
Il raccolto del miele di acacia è
stato abbondante, con medie di 30-35
kg/alveare; bene anche i millefiori,
la sulla e quasi tutti i monoflora
in Toscana, Umbria, Abruzzo e nella
maggior parte delle regioni centrali,
dove ci sono stati abbondanti raccolti
di marruca, rovo e trifoglio.
Disomogenea la produzione di tarassaco:
male in Veneto, buona in Friuli e
ottima in Piemonte. Buone produzioni
di acero in Friuli.
Da buona ad ottima la produzione di
miele di agrumi in Puglia, Basilicata
e Calabria.
Bassissime o quasi nulle invece le
produzioni in Sicilia, per gli agrumi,
e in Sardegna per cardo, asfodelo
e agrumi.
Benché le produzioni siano
state medio-alte in Italia peninsulare,
la quantità totale del miele
prodotto non sarà probabilmente
elevatissima: in molte regioni del
Nord (ma esistono casi anche al Sud)
il numero delle famiglie che hanno
prodotto miele, rispetto a quelle
possedute dagli apicoltori, è
stato molto basso, in qualche caso
pari al 50-60% del patrimonio apistico.
Non bisogna dimenticare che la situazione
a fine inverno era tragica, con perdite
intorno al 30% e famiglie debolissime.
In Ungheria, principale
concorrente dell’Italia per il miele
di acacia, la produzione sembra essere
molto bassa, soprattutto in pianura.
Le prime stime parlano fino ad ora
di una riduzione del 70-75% della
produzione media. Pertanto, anche
se probabilmente il raccolto nelle
zone collinari potrà in parte
recuperare il gap produttivo, non
sembra il 2006 una buona annata per
il miele di acacia in Ungheria.
Acacia.
Ottima annata in gran parte delle
regioni. La media sembra superare
i 30 kg/alveare, con punte di 40 e
oltre. Ottime le produzioni anche
in aree non vocate, come ad esempio
in Umbria, Abruzzo e in Friuli, dove
la media è stata 20-25 kg/alveare.
Nel dettaglio, le medie in Piemonte
e Lombardia sono state di 35 kg/alveare,
con punte di 40 kg/alveare nel Lecchese;
appena più basse nell’alto
Milanese e in alcune aree dell’Alessandrino,
del Cuneese, del Novarese e in Emilia,
a causa soprattutto delle condizioni
delle famiglie. Produzioni scarse
nelle zone di pianura del Veneto,
regione dove è invece stata
buona la raccolta (25-30 kg/alveare),
in collina. Altissima la resa nell’alta
Toscana, con punte anche di 45-50
kg/alveare.
Acero.
Produzioni molto buone (20-25 kg/alveare)
in Friuli per questo particolare miele,
non molto diffuso, ma importante,
per le aree vocate.
Agrumi.
Produzioni medio buone in Calabria,
Basilicata, Puglia e Campania. Male
invece in Sardegna e malissimo in
Sicilia, dove in alcune aree non si
è nemmeno smielato da tanto
basso è stato il raccolto.
La produzione in Calabria è
stata di circa 25-30 kg/alveare al
Sud e 30-35 al Nord. Medie superiori
anche ai 40 kg/alveare salendo verso
Nord: nel golfo di Taranto, in Metaponto
e in buona parte della Puglia le produzioni
hanno superato anche i 50 kg/alveare,
con medie tra i 40 e i 45 kg/alveare.
In Sardegna la media è stata
intorno ai 10 kg/alveare, mentre in
Sicilia di 6-7 kg/alveare.
Asfodelo.
Appena discreta la produzione in Sardegna
in pianura (10 kg/alveare), mentre
quasi nulla in alto, dove invece generalmente
si ottengono le produzioni più
consistenti.
Cardo.
Pessima annata in Sardegna per il
cardo, con produzioni quasi inesistenti.
Marruca.
Ottime produzioni in tutta la Toscana
– una delle poche aree vocate per
questo miele – con medie di 20-25
kg/alveare.
Millefiori.
Buone produzioni in Italia centrale.
Rovo.
Produzioni medio alte nell’Italia
centrale, specie in Toscana, sia come
millefiori sia come monofora.
Tarassaco.
Benché la fioritura sia avvenuta
quando le famiglie d’api non erano
ancora pronte, i raccolti sono stati
abbastanza buoni: in Piemonte le medie
sono intorno ai 10-15 kg/alveare,
mentre in Friuli sugli 8 kg/alveare.
Male invece in Veneto e in parte della
Lombardia, dato che la fioritura ha
coinciso con un periodo freddo e piovoso.
Trifoglio.
Ottimo raccolto in Toscana e Lazio,
male invece in Sardegna.
Sulla.
Generalmente buona la produzione anche
se non ovunque. In Toscana punte di
25 kg/alveare, un po’ più basse
in Emilia-Romagna. Bene anche in Abruzzo
(25 kg/alveare) e appena sufficiente
in Sicilia (10-15 kg/alveare).
Per le specie di
prossima fioritura, sembra essere
promettente il raccolto di miele di
castagno e tiglio nel Nord-est e di
girasole e trifoglio in Toscana. Meno
confortante la situazione per l’eucalipto
in Sardegna e Sicilia. Preoccupazione
anche per le produzioni a quote elevate
in Abruzzo per il freddo intenso e
la neve caduta in maggio.
Sanità
Preoccupazione per i seppur isolati
casi di varroa in Piemonte e Lombardia,
decisamente fuori stagione, e per
i casi di covata a sacco. Buona la
situazione relativamente alla peste,
decisamente sotto controllo.
Molti i casi di sciamatura, anche
se non ovunque ha creato danni e perdite
di produzione. I casi più frequenti
in Umbria, Abruzzo e Toscana.
Varie
Molte le segnalazione di furti e non
solo di arnie complete. Diversi infatti
i casi di furti dei soli melari, ovviamente
pieni e pronti per la raccolta.
Mercato
Il mercato è fermo, con transazioni
ridotte e di poca entità. Buone
notizie solo per il miele biologico
che, considerati i prezzi bassi del
miele tradizionale, riesce a spuntare
anche il 20% in più.
Restano alti i prezzi di sciami e
regine, anche se dopo il raccolto
di acacia e agrumi i prezzi sembrano
essere ritornati quasi alla normalità:
circa 9/10 Euro per le regine e 70/75
Euro per gli sciami.
Sui mercati internazionali continua
a crescere il prezzo del miele cinese
(anche se resta basso rispetto ai
concorrenti internazionali), mentre
è in diminuzione il prezzo
del miele argentino.
APRILE 2006
Produzione
Stagione
in ritardo con raccolti appena iniziati.
Soprattutto al Nord, i numerosi casi
di mortalità invernale e la
debolezza generalizzata delle famiglie
d'api, pone forti preoccupazioni sulla
reale capacità produttiva in
vista della fioritura dell'acacia.
Nel dettaglio, in Sardegna sembrano
buone le produzioni di miele di asfodelo
e di agrumi, anche se non in modo
uniforme su tutto il territorio, mentre
più penalizzato sembra essere
il raccolto di miele di cardo, anche
se è presto per fare un bilancio
definitivo. Nell'area centro-meridionale
adriatica (dall'Abruzzo alla Puglia),
le prime abbondanti fioriture non
hanno dato i risultati sperati a causa
del maltempo, che ha penalizzato la
raccolta di nettare da parte delle
api. Buone invece le prospettive,
se l'inizio di maggio sarà
favorevole, più all'interno
e in collina. Buone notizie dall'area
campana e la costa tirrenica meridionale.
La produzione di miele di agrumi sembra
essere invece penalizzata in gran
parte della Sicilia a causa delle
cattive condizioni meteorologiche.
Fatta salva qualche area, sembra che
anche il 2006 sarà un'annata
negativa per il miele di agrumi siciliano.
Meglio invece in parte della Calabria,
specie sul Tirreno, dove la fioritura,
appena iniziata, sembra far prospettare
un buon raccolto.
Mercato
Benché la transazioni siano
poche e i prezzi sostanzialmente fermi
- salvo poche eccezioni - arrivano,
soprattutto dall'estero, segnali di
ripresa.
Sono infatti in aumento sia i prezzi
medi del miele sui mercati interni
- Nord e Sudamerica - sia sul mercato
internazionale: incrementi anche del
10% sono stati registrati per i millefiori
provenienza Argentina, Cina e Vietnam.
Se a questo si aggiunge le difficoltà
del miele brasiliano che, a causa
delle contaminazioni da nitrofurano
è stato in bandito da aprile
dalla Comunità europea, ci
si aspetta anche in Italia una ripresa
dei prezzi all'ingrosso.
Per ora, solo il millefiori, la melata
e alcune partite di castagno sembrano
avere incrementi interessanti. Il
millefiori, soprattutto, sembra aver
superato la soglia dei 2 Euro/kg,
dopo mesi di "sofferenza".
Continua a patire invece il miele
di acacia, che a stento raggiunge
i 3 Euro/kg e che, in qualche realtà,
è stato venduto a prezzi di
poco superiori ai 2,50 Euro/kg.
Altissima la richiesta di famiglie
e regine, con prezzi molto sostenuti.
MARZO 2006
Mercato
Mercato
sempre più statico, con scarsissima
domanda e prezzi stabili o in diminuzione.
Restano invendute, specialmente al
Nord, quantità considerevoli
di miele della passata stagione, soprattutto
di acacia, miele quotato nuovamente
sotto i 3 Euro/kg. Meglio al Sud e
in gran parte del Centro, dove le
produzioni dell'anno scorso sono state
quasi completamente smaltite. Reggono
i prezzi dei mieli biologici, anche
se i prezzi di questi sono mediamente
solo del 10-15% più alti del
prodotto non biologico.
Altissima la richiesta di sciami,
famiglie e regine con prezzi in aumento
soprattutto al Nord, dove le perdite
invernali di api sono state maggiori.
La domanda di api è certamente
più alta della disponibilità
sul mercato.
Produzione
Produzione ancora ferma per il generale
ritardo vegetativo di molte specie
mellifere - le fioriture al Nord sono
in ritardo anche di 15 giorni - e
per il difficile sviluppo delle famiglie,
che in molte zone non sono ancora
in grado di garantire un buon raccolto
di nettare.
Al Sud, le fioriture degli agrumi
sembrano far ber sperare, anche se
è presto per sapere se sarà
un'annata favorevole.
Sanità
Confermati ingenti perdite di api
durante l'inverno, con famiglie deboli
e perdite mediamente intorno al 30%.
Le situazioni critiche soprattutto
al Nord, ma problemi anche in alcune
aree del Sud, come nel Vibonese. I
danni sono stati causati da una sovrapposizione
di cause, che vanno dalla parziale
inefficacia dei trattamenti estivi
contro la varroa, all'autunno lungo
e mite ai problemi causati dal nosema.
Anche dove non ci sono stati problemi
sanitari la ripresa primaverile è
comunque lentissima, con famiglia
ancora poco numerose.
FEBBRAIO 2006
Mercato
Mercato fermo, poche transazioni e
prezzi stabili, anche se qualche segnale
di ripresa c'è. Probabilmente
è presto per dire che stia
avvenendo la tanto attesa inversione
di tendenza, con la ripresa dei prezzi
all'ingrosso. L'unico aumento, seppure
lieve, è per i millefiori,
che dopo mesi di crisi sembra recuperare,
avvicinandosi ai 2 Euro/kg. Continua
anche la ripresa per il miele biologico,
con prezzi mediamente tra il 15 e
il 20% in più del miele tradizionale.
Interesse anche per il miele di acacia
- del quale esistono partite invendute
della stagione passata - considerata
la situazione di difficoltà
nella quale si trovano le api a causa
del cattivo svernamento, fatto questo
che potrebbe pregiudicare la nuova
produzione, la prima significativa
della nuova annata.
Molto alta la richiesta di sciami
e famiglie: le ingenti perdite invernali
causati soprattutto dalla varroa,
e il generale indebolimento delle
famiglie, hanno già fatto salire
la domanda e probabilmente, nei prossimi
mesi, faranno aumentare ulteriormente
i prezzi.
Sanità
Famiglie deboli, poco sviluppate e
perdite che vanno dal 10 al 50%. E'
questa la tragica situazione in gran
parte delle regioni del Nord e del
Centro Italia a causa di diverse patologie,
in particolare varroasi, che hanno
decimato le famiglie d'api nel corso
dell'inverno. I motivi sembrano essere
la scarsa efficacia dei trattamenti
estivi e autunnali, soprattutto quelli
a base di timolo e ossalico, dimostratosi
in molti casi poco adeguati per fronteggiare
il problema varroa. In alcune zone
la sofferenza delle famiglie è
stata aggravata dalla nosemiasi.
GENNAIO
2006
Mercato
Mercato leggermente in ripresa, con
prezzi stabili. Ancora favorevole
il mercato per il miele di melata,
specie per le produzioni biologiche,
molto richieste dall'estero, il che
ha consentito di esaurire le scorte
2005 e 2004. Bene anche il castagno,
con prezzi stabili o in leggero rialzo.
Nessun segno di ripresa per il miele
di acacia, che supera di poco i 3
Euro/kg, tenendo conto che alcune
partite significative sono state vendute
a meno dei 3 Euro/kg. Buoni prezzi,
nonostante l'abbondante produzione
(in Toscana è stata eccezionale),
per il miele di corbezzolo, venduto
tra i 7 e 8 Euro/kg.
Buona richiesta anche per il miele
biologico, che mediamente spunta prezzi
tra il 10 e il 20% in più del
miele tradizionale.
Interessante la richiesta di regine
e soprattutto di famiglie e sciami,
segno questo che i prezzi bassi del
miele dell'ultima stagione non hanno
scoraggiato gli apicoltori professionisti,
che tendono comunque ad aumentare
il numero delle arnie, forse anche
per rimpiazzare le perdite causate
da varroa e nosema.
Sanità
La varroa ormai imperversa in molte
aree italiane. Ad esserne colpite
sono in pratica tutte le regioni del
Nord (specie Piemonte, Lombardia e
Veneto) e buona parte di quelle del
Centro, ad esclusione dell'Abruzzo.
Danni soprattutto nelle aziende biologiche
e presso gli apicoltori che hanno
eseguito trattamenti a base di timolo,
dimostratosi in molti casi inefficace
per fronteggiare il problema varroa.
Nelle aziende colpite ci sono stati
casi di perdite d'intere famiglie
o di famiglie piccole e poco sviluppate.
Sempre al Nord-Ovest, qualche problema
anche a causa del nosema.
A causa delle intense precipitazioni
di fine anno, che hanno causato in
Sicilia alluvioni di vaste aree, molti
agricoltori della Piana di Catania
hanno denunciato la totale perdita
degli alveari, stimata tra le 3 e
le 4 mila unità.
RILEVAZIONE
MESI ANNO 2005
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