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MAGGIO 2010
Mercato
Il mercato
inizia a registrare i primi importanti
movimenti legati in qualche modo al
miele d'acacia. Le prime voci allarmistiche
su un possibile sostanziale azzeramento
della produzione di questo miele,
le informazioni diffuse sulla portata
eccezionale delle sciamature anomale
che hanno colpito un po’ tutte le
regioni d’Italia, hanno determinato
un improvviso vivacizzarsi della domanda
senza attendere la conclusione della
stagione produttiva, molto attive
le richieste per partite di tutte
le dimensioni. Al momento comunque
il prezzo di partenza è più
elevato dell’anno scorso, con medie
che vanno dai 4,5 ai 5 euro/kg.
Restano alte la richiesta e le quotazioni
per regine, sciami artificiali e famiglie.
Andamento
produttivo
ACACIA
Il mese di maggio ha avuto un andamento
meterologico che ha penalizzato la
prima parte della fioritura; in parte
degli areali a bassa quota si è
perciò avuto un raccolto di
miele di acacia modesto, scarso o
molto scarso. Generalmente buona la
produzione sulle fioriture intermedie
e da buona a molto buona su quelle
tardive.
La quantità complessivamente
prodotta resta tuttora da stimare,
tuttavia si possono fare alcune considerazioni:
1) si è avuta molta difficoltà
a produrre acacia in pianura, dove
il raccolto ha dato risultati attorno
ai 5/15 Kg/alveare. La situazione
è stata migliore nelle zone
collinari, con produzioni dai 15 ai
18 kg/alveare, e in montagna, con
medie anche più alte
2) Le produzioni unitarie sono discrete:
. 25-30 kg/alveare in molte zone del
Piemonte
. 15-20 kg/alveare nelle altre zone
piemontesi (soprattutto alle quote
più basse)
. 25-30 kg/alveare in Lombardia
. 15-20 kg/alveare in Romagna
. 15-25 kg/alveare in Emilia, con
produzioni migliori alle quote più
elevate
. 15-25 kg/alveare anche in Toscana
. produzioni su livelli simili anche
in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo
e Calabria
AGRUMI
La produzione di agrumi è stata
nel complesso scarsa, con un andamento
alterno da zona a zona.
Le cause sono state molteplici, in
primo luogo il maltempo nella fase
iniziale della produzione. Tuttavia
il perdurare per un lungo tempo delle
fioriture ha consentito di recuperare
anche se parzialmente e in modo disomogeneo.
La produzione unitaria si aggira intorno
a 20 kg/alveare in Sicilia e in parte
della Calabria mentre nell’alta Calabria
in Basilicata e Puglia si sono avute
medie produttive a “macchia di leopardo”,
anche superiori ai 25 Kg.
ALTRI MIELI
Tarassaco:
la produzione è stata scarsa,
sia per le condizioni climatiche che
per le difficoltà intrinseche
a questo raccolto.
Ciliegio:
la produzione è stata buona,
ovviamente negli areali vocati
Tiglio:
si è appena avviata la produzione.
Castagno,
non è ancora iniziata la raccolta,
anche se la fioritura e la consistenza
delle famiglie lascia ben sperare.
Un aspetto negativo da non trascurare
è la progressione della patologia
che colpisce oramai in vari areali
gran parte dei boschi di castagno.
Altre
informazioni
Gli apicoltori riferiscono di una
situazione sanitaria sostanzialmente
buona. Le famiglie sono popolose e
vigorose. Al momento non si hanno
segnalazioni di danni dovuti a carichi
eccessivi di varroa. Qualche episodio
di peste europea, particolarmente
virulenta nella bassa Toscana. Non
è stato registrato nessun caso
di avvelenamento durante la semina
del mais. Molto diffusi gli episodi
di sciamatura che hanno comportato
difficoltà gestionali non trascurabili.
APRILE 2010
Mercato
Mercato
fermo a causa del totale esaurimento
delle scorte. Qualche scambio tra
piccoli produttori di quantità
limitate di miele, con prezzi sempre
sostenuti: acacia 4,50 Euro/kg, millefiori
3,20 Euro/kg. Permane la stagnazione
della domanda di miele di melata,
che ne condiziona il prezzo che continua
a gravitare intorno ai 3 euro. Sempre
elevata la richiesta di regine e famiglie,
la cui disponibilità è
nettamente inferiore alla richiesta,
con prezzi elevati: famiglie 100 Euro
l’una, regine 9,50/10 Euro.
Produzioni
La
situazione sanitaria delle api pare
confortante. Le famiglie dimostrano
vigore in quasi tutta Italia, eccetto
per alcune zone del Sud, probabilmente
in conseguenza di eccessive infestazioni
da varroa.
Al momento, al Centro/Nord si segnalano
solo episodi isolati di peste europea
e virosi, circostanziati ad alcune
zone. I continui ritorni di freddo,
che hanno caratterizzato l’inizio
primavera con temperature leggermente
al di sotto della media, hanno contribuito
all'insorgenza delle malattie sopracitate
ed attualmente stanno rallentando
lo sviluppo dell’acacia. Nonostante
detto ritardo, se le condizioni non
riserveranno sorprese si presume un
buon raccolto.
Sembrerebbe minore rispetto all’anno
scorso la produzione di miele di tarassaco
anche se un dato veritiero si potrà
avere solo quando la fioritura sarà
terminata.
Al Sud è iniziato il raccolto
del miele di agrumi. Le produzioni
– anche se è presto per dirlo,
sembrano essere discrete, benché
al momento siano inferiori alla norma.
L’incognita riguarda infatti il peso
che le avversità atmosferiche
del mese di aprile, con il conseguente
ritardo delle fioriture potrà
avere sul raccolto complessivo. Inoltre,
come già anticipato, in alcune
aree si sono verificati numerosi casi
di morie di api, a causa dei trattamenti
eseguiti sui frutteti.
Nel dettaglio, i problemi maggiori
per la raccolta del miele di agrumi
si sono manifestati in Calabria, in
Sardegna e in percentuale minore in
Sicilia.
Altre
informazioni
Confortanti in generale le notizie
sul fronte degli avvelenamenti. Infatti,
non sono stati segnalati particolari
problemi in concomitanza con le semine.
Restano invece i casi di morie di
api a causa dei trattamenti eseguiti
sui fruttiferi, soprattutto in Sud
Italia. Segnalata una sciamatura abbastanza
accentuata in molte aree, specie in
Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna.
MARZO 2010
Mercato:
Mercato fermo a parte qualche raro
scambio di piccole partite. Prezzi
stabili o ancora in leggero aumento.
Perdura la stagnazione della domanda
di melata da parte del mercato tedesco.
Il tiglio inoltre non è più
oggetto di transazioni poiché
viene acquistato nei paesi dell’est
europeo.
Molto attivo per la grande richiesta
il mercato di regine e famiglie, con
prezzi in aumento che raggiungono
quotazioni di 120,00 per le
famiglie. Il prezzo delle regine è
intorno ai 9,5 Euro.
Altre
informazioni:
In tutta Italia lo svernamento degli
alveari è ormai concluso, pertanto
è possibile avere un quadro
completo delle condizioni delle famiglie.
La situazione, così come nel
corso di tutto l’inverno, si deve
confermare disomogenea, con aree senza
particolari problematiche e altre
invece dove si sono registrati elementi
di preoccupazione.
Al nord soprattutto infatti un numero
rilevante di apicoltori denuncia importanti
perdite dovute alla varroa e al particolare
andamento climatico, con un autunno
mite, che ha portato a invernare api
già parzialmente consunte,
a cui è seguito un lungo e
rigido inverno che non ha permesso
regolari voli di purificazione. Al
sud la situazione sembra migliore,
anche se in alcune aree la varroa
ha causato ingenti perdite.
Un dato comune è comunque quello
che vede le famiglie piccole e meno
sviluppate rispetto a quella che dovrebbe
essere la forza delle colonie in questa
stagione.
La ripresa primaverile è quindi
ritardata, e molti apicoltori corrono
il rischio di avere le api sulle prime
fioriture non pronte per il raccolto.
FEBBRAIO 2010
Mercato
Il mercato del miele nel mese di febbraio
è risultato quasi fermo a causa
dell’esaurimento delle scorte di magazzino.
Permane una sensibile domanda di miele
di acacia e castagno che risultano
però quasi completamente esauriti,
pertanto anche le loro quotazioni
subiscono forti oscillazioni.
Discorso a parte merita la melata,
il cui mercato continua a essere in
una fase di attesa. Sono giunti alcuni
segnali di richiesta ma sempre a quotazioni
uguali o appena inferiori ai 3 Euro/Kg..
Gli apicoltori hanno ormai venduto
le loro scorte e sono alla ricerca
di miele e polline. Si ritiene che
con la produzione 2009 vi sia stato
un sensibile incremento delle vendite.
La percezione di tale incremento era
già presente nel corso della
stagione commerciale, l’esaurimento
delle scorte e i conseguenti sobbalzi
di prezzo per piccole partite costituiscono
una prova certa del fenomeno.
Vi è anche una forte richiesta
di sciami, in particolar modo dal
Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna,
a causa delle morie che hanno colpito
soprattutto il settore del Bio.
Altre
informazioni
Si registra una generale sofferenza
delle api, con famiglie deboli e spopolamenti
abbastanza diffusi, anche se non in
modo omogeneo. Si evidenzia pertanto
una realtà a macchia di leopardo.
Chi aveva già subito perdite
in dicembre ha visto la sua situazione
peggiorare ulteriormente, con morie
invernali totali che hanno raggiunto
il 40%. Coloro invece che avevano
api sane e numerose hanno superato
l’inverno senza riscontrare perdite
significative. In generale, si denota
che le perdite più sostanziose
hanno colpito soprattutto gli apicoltori
di piccole o medie dimensioni, gli
hobbisti e i produttori biologici.
I problemi maggiori sono stati registrati
al Nord, migliore la situazione nel
Sud, anche se non sono mancati casi
di famiglie deboli, specie a causa
della varroa.
Sembrerebbe che le morie invernali
non abbiano colpito le aziende che
hanno utilizzato i blocchi di covata
quale strategia di lotta estiva alla
varroa. Si conferma il dato che le
morie invernali hanno la principale
motivazione nelle problematiche sanitarie:
varroa in primo piano, ma anche nosema.
Problematiche sanitarie rese ancor
più pesanti dall’inverno freddo
e prolungato che tra l’altro ha comportato
maggiori costi alle aziende apistiche
per la necessità di nutrire
le api.
GENNAIO 2010
Mercato:
Nel mese di gennaio in diverse regioni
vi è ancora domanda sostenuta
e si registra quindi difficoltà
nel reperimento di alcune varietà
di miele come acacia, eucalipto, castagno,
tiglio e tarassaco.
Le quotazioni di mercato non registrano
particolari differenze rispetto al
mese di dicembre. Il miele di acacia
mantiene una quotazione stabile, mentre
vi è una leggera diminuzione
per quel che riguarda la domanda di
miele di castagno e millefiori, con
conseguente lieve flessione del prezzo
di questi mieli. Discorso a parte
merita invece la melata, che accusa
in modo marcato la mancanza di richiesta
da parte del mercato tedesco, dovuta
alla concorrenza proveniente da produttori
esteri, soprattutto turchi. Il mercato
della melata è quindi caratterizzato
da una diminuzione di prezzo e vi
è il rischio concreto che parte
dell’offerta rimanga invenduta
Consistente la domanda di famiglie
di api sulla generalità del
territorio nazionale.
Altre
informazioni:
Sono stati segnalati problemi sullo
stato di salute delle api, sia al
nord sia al sud, con perdite nell’ordine
del 20-30% e ancora più consistenti
per l’apicoltura biologica. Queste
difficoltà, oltre ai problemi
derivanti dalla varroa, sembrerebbero
imputabili all’invernamento di api
indebolite da un autunno particolarmente
mite.
RILEVAZIONE
MESI ANNO 2009
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