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MARZO 2008
Mercato
Il mercato è caratterizzato da una quantità ridotta di movimenti
e da partite di piccole dimensioni. I prezzi sono stabili, o in leggero aumento,
rispetto a quelli dei due mesi precedenti. Le giacenze di magazzino sono limitate
e solo per alcuni mieli chiari. Molto attivo il mercato di regine, sciami e
famiglie, con prezzi in aumento per questi ultimi. La necessità di recuperare
il patrimonio apistico perso durante l’inverno, soprattutto al Nord, ha fatto
schizzare le richieste e le prenotazioni non solo per l’inizio di stagione
(coincidenti col raccolto di acacia), ma anche per i mesi successivi.
Le regine sono quotate intorno ai 9 Euro l’una, gli sciami 60/70 Euro e le
famiglie a 90 Euro.
Stato
delle famiglie – allerta avvelenamenti
Decine di migliaia gli alveari colpiti da spopolamento in coincidenza con la
semina di mais.
La situazione è allarmante nelle aree pianeggianti della Pianura padana,
in coincidenza con la semina del mais sono state registrate nuove perdite elevatissime.
Anche se servirà un’analisi più circostanziata sono già stimabili
in alcune decine di migliaia gli alveari colpiti.
Solo per una parte è stata registrata la segnalazione alle autorità sanitarie.
Le rilevazioni fin qui raccolte riguardano in particolare le province di:
- Milano, con i Comuni di Robecco sul Naviglio,
Nerviano-Parabiago, Ozzero, Cisliano, Abbiategrasso, Corbetta, Morimondo
- Cremona, con i Comuni di Cremona, Casalmaggiore,
Soresina, Crema, Castelleone
- Mantova, con i Comuni di Dosolo, Marcaria,
Castellucchio, Guidizzolo, Volta Mantovana, Goito, Borgoforte, Ceresara
- Brescia, con i Comuni di Capodimonte e Rezzato,
Rovato, Ospitaletto, Pralboino, Gottolengo, Castenedolo, Calcinato, Bagnolo,
Gussago, Poncarale, Castegnato, Chiari, Rodengo Saiano, Camignano
- Bergamo, con i Comuni di Ciserano, Grassobbio,
Misano Gera d’Adda
- Lodi, con i Comuni di Zelo Buon Persico, Cervignano
d’Adda
- Varese, con i Comuni di Bienate, Comerio
- Torino, con i Comuni di Chivasso, Foglizzo,
Vische, Mazze’, Vignale, Caluso, Azzeglio, Parella
- Alessandria, con i Comuni di Alessandria,
Masio, Casale Monferrato, Valenza, Pecetto di Val., Camagna Monf., Borgomasino,
Terruggia, Ozzano, Bozzole, Rosignano, Pomaro, San Salvatore
- Cuneo, con i Comuni di Savigliano, Barge,
Villanova Solaro, Revello, Moretta, Saluzzo, Marene, Centallo, Cervere, Fossano,
S. Albano Stura, Morozzo, Oleggio
Per l’Emilia-Romagna i danni sono particolarmente evidenti nel piacentino.
Perdite non esattamente quantificate anche in Veneto, Friuli
Venezia Giulia e Toscana.
In molte aree si tratta di un vero e proprio “apicidio”, tanto sono elevate
le perdite di api. La quasi totalità delle morie si è manifestata
in stretta ed evidente connessione con l’uso di sementi di mais conciate con
neonicotenoidi e distribuite con seminatrici pneumatiche.
In qualche caso la responsabilità sembra conseguente ad altri trattamenti
insetticidi.
Gli apicidi drammatici di questi giorni si aggiungono alle ingenti perdite
invernali, segnalate nei mesi scorsi, con il risultato che in molte aree non
ci saranno api in grado di raccogliere miele e d’impollinare le specie vegetali
spontanee e coltivate, con prevedibili ingenti danni per l’agricoltura. Le
perdite maggiori riguardano gli allevamenti biologici, nei quali è stata
persa circa la metà del patrimonio nazionale.
Anche questo è un aspetto importante: il miele biologico si è guadagnato
faticosamente una buona reputazione e una discreta preferenza di mercato con
il riconoscimento di un buon differenziale di prezzo, tutto questo rischia
di andare perduto.
Situazione
produttiva
Nelle aree indenni dagli avvelenamenti va segnalata una buona riprese delle
famiglie che con fatica hanno superato l’inverno. Relativamente buona la situazione
in Emilia-Romagna, se si esclude la parte più occidentale, grazie anche
alle buone e anticipate fioriture, specie dei fruttiferi. Buona la situazione
anche in tutta la fascia collinare e di prima montagna nel Nord-Est. Favorevole
anche la situazione nelle regioni centrali, specie in Abruzzo, dove le famiglie,
grazie alle abbondanti fioriture, si sono sviluppate con vigore.
Al Sud la situazione è abbastanza diversificata, con un buono sviluppo
delle famiglie e primi raccolti per colture come ciliegio, rosmarino e altre
tipologie minori. Preoccupante l’avvio della stagione degli agrumi, specie
in Calabria, colpita sul finire di febbraio da gelate diffuse che hanno ritardato
la fioritura, costringendo in alcuni casi gli apicoltori ad alimentare artificialmente
la api.
In Sardegna la situazione è confortante al Sud, dove le famiglie hanno
svernato senza particolari problemi e hanno già iniziato la raccolta
di miele. I problemi vengono dall’estrema variabilità climatica, caratterizzata
da una spiccata ventosità e scarsità di precipitazioni, elementi
che potrebbero creare problemi nei prossimi mesi. Nel Centro Nord dell’isola
la situazione è più critica, soprattutto per le elevate perdite
invernali, non paragonabili a quelle del Nord-Italia, ma comunque consistenti.
Note
In questo inizio di stagione, negativo su più aspetti, bisogna registrare
anche un considerevole aumento dei furti di alveari rispetto alla norma: segnalazioni
provengono da tutta Italia, ed in particolare dalle zone che nell’inverno hanno
avuto le perdite più consistenti.
FEBBRAIO 2008
Mercato
Il mercato è caratterizzato da un numero ridotto di scambi e da partite
di modeste dimensioni. I produttori sembrano attendere che l’avvio della nuova
stagione definisca la capacità produttiva nella convinzione che la domanda
sarà sostenuta, in virtù del numero ridotto di famiglie che prevedibilmente
saranno produttive e dell’andamento negativo della produzione argentina. Di
contro è molto attivo invece il mercato fra produttori, soprattutto
fra i piccoli, che hanno praticamente terminato le scorte. Salvo un leggero
aumento dei prezzi per i mieli di acacia e soprattutto di castagno, i prezzi
sono sostanzialmente quelli del mese passato.
Continua la richiesta, molto consistente, per famiglie, sciami e regine, per
far fronte alle elevate perdite di api registrate durante l’inverno. Per gli
sciami i prezzi (delle prenotazioni) sono in aumento, mediamente intorno ai
70 Euro.
Situazione
produttiva e delle famiglie
Ancora ferma la produzione, c’è forte preoccupazione per la ripresa
della stagione, considerate le elevate perdite di famiglie registrate sia nel
periodo produttivo dello scorso anno e, ancora di più durante il riposo
invernale. Il fenomeno dello spopolamento degli alveari è stato consistente
e diffuso in gran parte dell’Italia settentrionale ed anche centrale, e non
solo negli allevamenti biologici. Il fenomeno è caratterizzato da una
grande variabilità sul territorio nazionale e anche nello stesso areale
coesistono incidenze molto diverse del danno. Si va comunque dal 10-15% in
diversi areali di Toscana e Abruzzo al 40-50% (Piemonte, Lombardia), con punte
anche dell’80-90% (nel Nord-Est). Gli spopolamenti sono il risultato di una
serie di concause a partire dalla causa scatenante dovuta all’utilizzo di prodotti
fitosanitari a base di neonicotinoidi nelle operazioni di semina.
Va segnalato che le famiglie superstiti sembrano in buone condizioni sia pure
di dimensioni ridotte, una condizione che appare del tutto recuperabile con
una normale tecnica apistica, sempre che le condizioni meteoclimatiche lo consentano:
i voli sono ripresi in anticipo rispetto al passato, e in alcune regioni come
la Toscana, l’Abruzzo e in buona parte del Sud, è iniziata la raccolta
di polline e nettare.
GENNAIO
2008 Mercato
Il mercato nel mese di gennaio mantiene una leggera tendenza al rialzo a causa
dell’esaurimento delle scorte in magazzino per molti mieli, soprattutto
quelli scuri. Buone le quotazioni anche per il miele di eucalipto e per
quello di agrumi. Variabili i prezzi del miele di acacia che evidenzia
una quotazione pari a 3,30 Euro/kg, con punte che superano quota euro 3,50.
Il mercato internazionale del miele è stabile, con ancora un leggero
rialzo per le quotazioni del miele argentino, causato con ogni probabilità da
una stagione pessima dal punto di vista produttivo. Pressoché esaurita
la produzione dell’Est europeo.
In fermento anche il mercato di sciami e famiglie: benché la stagione
non sia ancora cominciata la richiesta sembra essere molto alta a causa delle
ingenti perdite invernali. Per gli sciami le offerte per la primavera variano
tra i 70-80 Euro.
Situazione
produttiva e delle famiglie
La produzione è ovviamente ferma per la stagione invernale. La situazione
della famiglie è critica, con perdite che, in alcune aree, superano
il 50%. Le regioni più colpite sono Piemonte, Lombardia, Emilia e buona
parte del Nord-Est. Numerose segnalazioni anche da regioni come Toscana, Basilicata,
Campania, Puglia e Calabria. I danni maggiori sono stati segnalati tra gli
apicoltori bio (con perdite superiori al 50%). Danni tra il 20 e il 50% negli
allevamenti tradizionali. Le cause sono molteplici, anche se peste e varroa
sono gli imputati principali. Al Sud da segnalare anche una scarsità di
scorte di miele negli alveari, che probabilmente costringerà a nutrire
artificialmente le api.
RILEVAZIONE
MESI ANNO 2007
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