|
Ovunque
i monumenti a Garibaldi raffigurano
un bellicoso condottiero,
non l’esperto uomo di mare, l’operaio, l’agricoltore
e l’apicoltore. E invece, furono
proprio le sue esperienze
di marinaio e di comandante di velieri,
le idee assorbite
nei porti di tutto il mondo, quelle
che ebbero un’influenza determinante
nel trasform a re il figlio di un
armatore di tartane di una città di
provincia, in “Garibaldi”.
Se nella sua vita fu costretto ad
esercita rele attività più diverse
(compresa la fabbricazione di candele a
New York), la sua vera professione
rimase quella del marinaio
e molte vicende della sua esistenza
sono strettamente collegate
alla marineria italiana mentre l’epoca del
suo “ritiro” fu contrassegnata ancora
una volta da
un mestiere pratico quello dell’agricoltore; tant’è che
negli ultimo anni si dichiarava: Giuseppe
Garibaldi agricoltore.
L’agricoltura a fine carriera è il
tradizionale percorso di tutti
i grandi uomini della marineria italiana,
e di quella genovese
in particolare, che definitivamente
sbarcati si sono
dedicati alla coltivazione della
terra a conferma del
grande legame fra attività produttiva
di mare e di terra
come unico contesto lavorativo dipendente
dalle peculiarità,
potenzialità e
risorse del territorio. Contrariamente
all’immagine stereotipata di avventuriero impulsivo
le sue fortune politiche, militari
e marinaresche (e
anche apistiche) sono dovute proprio
a due rare attitudini e
virtù: la modestia e la
preparazione più accurata
e studiata
d’ogni part icolare. Su tale misurato
e umile a p p roccio si innestano le grandi
capacità di visione e di
ingegnosa improvvisazione, giust’appunto
“garibaldina”.
Tale modo di procedere l’eroe dei
due mondi lo applica anche
quando si ritira a Caprera cogliendo
subito i fermenti
d’innovazione in corso nella gestione
delle api e
modestamente vi si applica senza
nulla nascondere degli
insuccessi e delle difficoltà che
rendono ardua
l’attività così consueta
alla sua famiglia.
Proponendo anche in campo apistico
il confronto delle idee
e la socializzazione delle esperienze
e delle acquisizioni quale leva vincente per avanzare
collettivamente.
Gli apicoltori italiani nel bicentenario
di Garibaldi sono
onorati di ricordarlo per il suo
ruolo sia nel solco della tradizione
apistica delle sue origini e sia
quale precursore nell’evoluzione dell’apicoltura nazionale.
Invito
alla Mostra "Giuseppe
Garibaldi Apicoltore, Eroe
dei due Mondi: Uomini
e Api", curata da Fausto
Ridolfi (pdf 1,2 Mb)
Locandina della Mostra 
|
Etichette delle
confezioni di miele (vasetti
da 400 g), realizzati da Conapi
(Consorzio apicoltori e agricoltori
biologici italiani) e dall'Osservatorio
nazionale miele, in occasione
del bicentenario della nascita
di Giuseppe Garibaldi.

|
|