|
Tornareccio (Chieti)
Superfice: Kmq 27,73 - Abitanti: 2.000
Tornareccio sorge sul versante orientale di Monte Pallano, nei
pressi delle sorgenti del torrente Osento. Il suo territorio
si estende su un'area molto montuosa. Nell'alto medioevo fu
interessato alla colonizzazione monastica. Nel XII secolo è
tra i possedimenti dell'abbazia di S.Stefano di Atessa.
Rimase, tra alterne vicende, sotto la giurisdizione dei monaci
di Santo Stefano e poi di quelli dei SS. Vito.
Del
passato conserva avanzi di mura medievali. L'antico castello
fu sede della signoria dei Tambella nel XVIII secolo e,
successivamente, dei Colonna. Interessante, davanti al
castello, la grande fontana ottagonale del 1893 e restaurata
nel 1983. L'acceso al paese avviene attraverso tre antiche
porte, dalle quali si accede al centro storico nel quale fanno
bella mostra alcuni antichi palazzi: quelli dei Tiracchia, dei
Melocchi e palazzo Daniele.
La chiesa parrocchiale di Tornareccio è intitolata a Santa
Vittoria Vergine e Martire. Il culto di questa Santa è stato
introdotto dai benedettini del vicino monastero di Santo
Stefano in Lucania che, dall'anno 829, diventò dipendenza
della potente Abbazia di Farfa, nei pressi di Roma. La Chiesa
è a tre navate e a croce latina. L'altare maggiore, chiuso da
una balaustra, è dedicato alla Santa Patrona, la cui statua,
posta in una nicchia centrale, risale all'800 e viene portata
in processione il 23 dicembre. All'interno è conservata una
preziosa croce argentea del XV secolo.
Nei dintorni sorge il santuario della Madonna del Carmine, con
facciata del tardo ottocento e una pregevole Madonna con
Bambino, in terracotta, del XV secolo. Nei dintorni, da vedere
il convento di Vallaspra, suggestivamente immerso nel verde,
con all'interno opere d'arte cinquecentesche e il Monte
Pallano il principale massiccio dell'Abruzzo meridionale sede
di un antico insediamento, i cui resti più cospicui sono
costituiti dalle mura megalitiche, edificate tra il V e il IV
sec. a.C.
Oggi il paese è rinomato per alcuni genuini prodotti
alimentari come le mozzarelle, il miele e i prelibati
insaccati.
Api e miele a Tornareccio
Tornareccio è certamente la capitale abruzzese del miele ed è
stato una delle prime città in Italia a sviluppare la tecnica
del nomadismo già all'inizio del '900.
Sulla, millefiori, acacia, rododendro, eucalipto, arancio:
sono solo alcuni deliziosi tipi di miele che vengono prodotti
a Tornareccio, vera e propria "capitale" di questo dolce
prodotto. Gli alveari presenti sono circa 7.000.
La ricetta: Torrone ai fichi secchi (fonte:
www.abruzzoweb.it)
Ingredienti: 1,500 kg di miele, 700 g di gherigli di noce, 700
g di fichi secchi, 400 g di zucchero semolato, 4 albumi
d'uova, olio di mandorle, limone e cannella.
Preparazione: far bollire il miele e proseguire la cottura a
bagnomaria. Quando il miele sarà diventato biancastro, unirvi
gli albumi montati e proseguire la cottura finché, immergendo
uno stecchino bagnato di miele nell'acqua, il miele risulterà
indurito. Unire quindi la frutta secca tritata, la cannella,
lo zucchero, la buccia di limone grattugiata.
Quando l'impasto sarà addensato, versarlo su un marmo unto
d'olio di mandorle e darle la forma rettangolare alta circa 1
cm. Far intiepidire l'impasto, tagliarlo a pezzi, avvolgerlo
con fogli metallizzati e conservarlo in una scatola di latta.
|