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Sortino (Siracusa)
Superficie: 93,21 kmq - Abitanti: 9.137
Comune della zona montana aretusea, Sortino è conosciuto e
apprezzato per le bellezze artistiche, per il territorio che
lo circonda, per le tradizioni che continua a mantenere vive:
tutti segni di una storia ricca di memoria che affonda le sue
radici nel tempo.
Chiese e palazzi, miele e pupi siciliani, Pantalica e la valle
dell'Anapo: questi sono i principali binomi della policrome
immagine che il paese offre ai suoi ospiti.
Completamente
distrutto dal terremoto del 1693 e ricostruito sul colle Aita
a 468 m s.l.m. Sortino conserva fra le sue strade, i suoi
vicoli, tesori da scoprire e da vivere.
Nascosta fra i primi vicoli dell'abitato è la chiesa della
Natività di Maria, vero gioiello dell'architettura barocca,
adiacente al Monastero di Montevergine. La facciata presenta
un armonioso movimento concavo-convesso. All'interno, di
particolare effetto, il pavimento maiolicato a piastrelle di
Valenza, raffigurante la "Pesca miracolosa". Maestosa è la
facciata della Chiesa Madre (XVIII sec.), in stile barocco,
dedicata a San Giovanni Evangelista, in cui spiccano tre
nicchie con le statue di San Giovanni, Mosè ed Elia, e un
portone centrale affiancato da due coppie di colonne tortili.
Si erge su un magnifico piazzale lastricato con i ciottoli del
fiume Anapo, bianchi e neri, che formano perfette geometrie.
Il Convento dei Padri Cappuccini, risalente al 1556, già sede
della Scuola di teologi, è stato per anni luogo di studio e di
formazione per i giovani frati siciliani. La chiesetta è di
semplice costruzione. Pregevole al suo interno è l'altare
maggiore in legno con intarsi in madreperla, avorio e osso,
realizzato alla fine del '700 da frate Angelo da Mazzarino.
Il centro storico del paese è ricco di palazzi settecenteschi,
caratterizzati da raffinate facciate, con stupendi archi,
cortili, balconi in ferro battuto. A pochi chilometri da
Sortino è possibile visitare Pantalica, la più grande
necropoli d'Europa, un sito dove la pietra è storia. La
presenza di numerose grotte trogloditiche e di seimila celle
sepolcrali rivelano diverse civiltà. Si può parlare, seguendo
il corso del tempo di Pantalica sicula, greca, romana,
bizantina, araba, normanna.
Di grande interesse è la riserva della Valle dell'Anapo. Lungo
il greto del fiume è possibile immergersi in un paradiso
naturale di straordinaria bellezza: pioppi, platani, salici,
un profumato sottobosco, e poi una grande varietà di fiori e
colori. Tra le feste più importanti la suggestiva processione
"U nummu ru Gesu", in occasione del Venerdì Santo , la festa
di S. Sofia, patrona del centro ibleo. A Sortino vive l'arte
dei pupi Siciliani, legata nel centro ibleo alla memoria della
tradizione teatrale del puparo don Ignazio Puglisi. In piazza
S. Francesco è stato allestito il Museo dell'Opera dei Pupi.
L'esposizione, curata nei particolari, offre bei quadri di
sicilianità. Ogni anno a maggio si organizza il Festival delle
Marionette con la partecipazione delle più importanti
compagnie.
Api e miele a Sortino
Sortino vanta antiche tradizioni nell'attività apicola e nella
produzione di mieli. La Sagra del Miele è la più importante
manifestazione per la valorizzazione delle maggiori risorse e
prodotti del territorio, la più antica in provincia. Il miele
ibleo è quello cantato da Virgilio, Ovidio, Teocrito; quello
che decine di apicoltori, i "fasciddari", con un'arte e dei
gesti antichi offrono agli oltre cinquantamila visitatori che
ogni anno, nel primo week-end di ottobre, affollano le strade
del paese in occasione della sagra. Negli stand, allestiti
nella piazza centrale e lungo il corso, è possibile degustare
i vari tipi di miele, oltre ad assaggiare i dolci tipici. La
tre giorni sortinese è ricca di manifestazioni culturali,
fokloristiche e musicali.
La produzione annua di miele è di circa 100 tonnellate; le
arnie utilizzate nel territorio sortinese sono circa 3000. Le
varietà di miele prodotto vanno dal timo (esclusivo di questa
parte della Sicilia) al miele di zagara (agrumi), dai
millefiori all'eucalipto. Il piatto tipico è la "cuccia" (con
grano e miele); I dolci tipici di miele sono: i "piretti", i "sanfurricchi",
la "pignuccata".
La ricetta: Sanfurricchi
Ingredienti: miele 1 kg, olio di oliva. Per la preparazione
occorrono: un tavolo di marmo, un lungo chiodo, una tavoletta
di legno e una di zinco nelle misure di cm 10 x 50
Preparazione: appendere la tavoletta di legno a un solido
sostegno, su questa applicare la striscia di zinco (tutte e
due in senso verticale), in alto fissare il lungo chiodo e
ungere di olio sia questo che lo zinco. Versare il miele in un
recipiente possibilmente di rame e farlo bollire mescolando,
sempre nello stesso senso, con un mestolo di canna (o di
legno). Quando il miele comincerà a fare i fili toglierlo
immediatamente dal fuoco e rovesciarlo sul ripiano di marmo
già unto di olio, impastarlo sveltamente con una paletta e
quando sarà abbastanza freddo lavorarlo con le mani unte
d'olio. Appena risulterà un po' consistente, tirarlo formando
una lunga striscia; appenderla al chiodo come uno straccio e
tirarla con tutte due le mani, sino al limite di trazione,
formando così due strisce, indi congiungere i due lati della
striscia, toglierla dal chiodo, tirarla con le mani e
appenderla un'altra volta al chiodo continuando con lo stesso
procedimento di prima sino a quando la ciaurrina diventerà
bianca; di tanto in tanto, ungere le mani con olio. Formare
poi con il composto dei cerchi e delle sagome attorcigliate..
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