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 aggiornato al: 19/05/02

CITTA' DEL MIELE - SORTINO


Sortino (Siracusa)
Superficie: 93,21 kmq - Abitanti: 9.137

Comune della zona montana aretusea, Sortino è conosciuto e apprezzato per le bellezze artistiche, per il territorio che lo circonda, per le tradizioni che continua a mantenere vive: tutti segni di una storia ricca di memoria che affonda le sue radici nel tempo.
Chiese e palazzi, miele e pupi siciliani, Pantalica e la valle dell'Anapo: questi sono i principali binomi della policrome immagine che il paese offre ai suoi ospiti.
sortinoCompletamente distrutto dal terremoto del 1693 e ricostruito sul colle Aita a 468 m s.l.m. Sortino conserva fra le sue strade, i suoi vicoli, tesori da scoprire e da vivere.
Nascosta fra i primi vicoli dell'abitato è la chiesa della Natività di Maria, vero gioiello dell'architettura barocca, adiacente al Monastero di Montevergine. La facciata presenta un armonioso movimento concavo-convesso. All'interno, di particolare effetto, il pavimento maiolicato a piastrelle di Valenza, raffigurante la "Pesca miracolosa". Maestosa è la facciata della Chiesa Madre (XVIII sec.), in stile barocco, dedicata a San Giovanni Evangelista, in cui spiccano tre nicchie con le statue di San Giovanni, Mosè ed Elia, e un portone centrale affiancato da due coppie di colonne tortili. Si erge su un magnifico piazzale lastricato con i ciottoli del fiume Anapo, bianchi e neri, che formano perfette geometrie. Il Convento dei Padri Cappuccini, risalente al 1556, già sede della Scuola di teologi, è stato per anni luogo di studio e di formazione per i giovani frati siciliani. La chiesetta è di semplice costruzione. Pregevole al suo interno è l'altare maggiore in legno con intarsi in madreperla, avorio e osso, realizzato alla fine del '700 da frate Angelo da Mazzarino.
Il centro storico del paese è ricco di palazzi settecenteschi, caratterizzati da raffinate facciate, con stupendi archi, cortili, balconi in ferro battuto. A pochi chilometri da Sortino è possibile visitare Pantalica, la più grande necropoli d'Europa, un sito dove la pietra è storia. La presenza di numerose grotte trogloditiche e di seimila celle sepolcrali rivelano diverse civiltà. Si può parlare, seguendo il corso del tempo di Pantalica sicula, greca, romana, bizantina, araba, normanna.
Di grande interesse è la riserva della Valle dell'Anapo. Lungo il greto del fiume è possibile immergersi in un paradiso naturale di straordinaria bellezza: pioppi, platani, salici, un profumato sottobosco, e poi una grande varietà di fiori e colori. Tra le feste più importanti la suggestiva processione "U nummu ru Gesu", in occasione del Venerdì Santo , la festa di S. Sofia, patrona del centro ibleo. A Sortino vive l'arte dei pupi Siciliani, legata nel centro ibleo alla memoria della tradizione teatrale del puparo don Ignazio Puglisi. In piazza S. Francesco è stato allestito il Museo dell'Opera dei Pupi. L'esposizione, curata nei particolari, offre bei quadri di sicilianità. Ogni anno a maggio si organizza il Festival delle Marionette con la partecipazione delle più importanti compagnie.

Api e miele a Sortino
Sortino vanta antiche tradizioni nell'attività apicola e nella produzione di mieli. La Sagra del Miele è la più importante manifestazione per la valorizzazione delle maggiori risorse e prodotti del territorio, la più antica in provincia. Il miele ibleo è quello cantato da Virgilio, Ovidio, Teocrito; quello che decine di apicoltori, i "fasciddari", con un'arte e dei gesti antichi offrono agli oltre cinquantamila visitatori che ogni anno, nel primo week-end di ottobre, affollano le strade del paese in occasione della sagra. Negli stand, allestiti nella piazza centrale e lungo il corso, è possibile degustare i vari tipi di miele, oltre ad assaggiare i dolci tipici. La tre giorni sortinese è ricca di manifestazioni culturali, fokloristiche e musicali.
La produzione annua di miele è di circa 100 tonnellate; le arnie utilizzate nel territorio sortinese sono circa 3000. Le varietà di miele prodotto vanno dal timo (esclusivo di questa parte della Sicilia) al miele di zagara (agrumi), dai millefiori all'eucalipto. Il piatto tipico è la "cuccia" (con grano e miele); I dolci tipici di miele sono: i "piretti", i "sanfurricchi", la "pignuccata".

La ricetta: Sanfurricchi
Ingredienti: miele 1 kg, olio di oliva. Per la preparazione occorrono: un tavolo di marmo, un lungo chiodo, una tavoletta di legno e una di zinco nelle misure di cm 10 x 50
Preparazione: appendere la tavoletta di legno a un solido sostegno, su questa applicare la striscia di zinco (tutte e due in senso verticale), in alto fissare il lungo chiodo e ungere di olio sia questo che lo zinco. Versare il miele in un recipiente possibilmente di rame e farlo bollire mescolando, sempre nello stesso senso, con un mestolo di canna (o di legno). Quando il miele comincerà a fare i fili toglierlo immediatamente dal fuoco e rovesciarlo sul ripiano di marmo già unto di olio, impastarlo sveltamente con una paletta e quando sarà abbastanza freddo lavorarlo con le mani unte d'olio. Appena risulterà un po' consistente, tirarlo formando una lunga striscia; appenderla al chiodo come uno straccio e tirarla con tutte due le mani, sino al limite di trazione, formando così due strisce, indi congiungere i due lati della striscia, toglierla dal chiodo, tirarla con le mani e appenderla un'altra volta al chiodo continuando con lo stesso procedimento di prima sino a quando la ciaurrina diventerà bianca; di tanto in tanto, ungere le mani con olio. Formare poi con il composto dei cerchi e delle sagome attorcigliate..

 
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