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Montalcino (Siena)
Superfice: Kmq 243,62 - Abitanti: 5.123
Montalcino è posta su un colle a 564 m sul livello del mare,
racchiusa tra le valli dei fiumi Orcia, Arbia, Asso e Ombrone,
ricche di boschi di lecci, castagni, querce e corbezzoli.
L'estensione del territorio comunale è di 243 Kmq. ed è quindi
fra le più vaste dell'Italia centrale.
La
campagna circostante la città è interessata, in maniera
pressoché totale, dalla coltivazione della vite da cui si
ricavano vini di alto pregio, come il famoso Brunello, frutto
di una secolare ricerca sul vitigno di Sangiovese Grosso,
apprezzati in tutto il mondo.
Il tipo di clima e la composizione calcareo-tufacea del
terreno favoriscono inoltre la coltivazione dell'olivo da cui
si ricava un olio extra-fine che ha un gusto speciale.
Pregiati prodotti spontanei della terra, il fungo ed il
tartufo bianco, insieme al prosciutto, agli insaccati ed ai
derivati caseari, contribuiscono ad accrescere l'offerta
alimentare del territorio.
I numerosi ritrovamenti archeologici dei dintorni hanno
consentito di tracciare una mappa degli insediamenti risalenti
all'epoca etrusca e romana ed alcuni dei reperti sono
custoditi all'interno dei Musei Riuniti (Civico e Diocesano)
della città.
La nascita di Montalcino, come insediamento di una certa
importanza,si può far risalire al X secolo. Dalle torri della
sua imponente rocca, Montalcino si apre su uno splendido
panorama; lo sguardo, nelle giornate limpide, può spaziare
oltre i territori della Toscana meridionale, fino a lambire
quelli del Lazio.
La cittadina conserva un'architettura di impronta senese e
garbo antico. I principali monumenti sono il Palazzo comunale
(XIII-XIV secolo), le chiese di S.Egidio e S.Agostino e la
Rocca, munita di torri e bastionata, nella quale è conservato
lo stendardo di Siena dipinto da Sodoma.
Miele e api a Montalcino
Importante è la produzione del miele e di altri derivati.
L'allevamento delle api è entrato, da tempo, a far parte delle
attività economiche del luogo tanto che la " settimana del
miele" Mostra mercato nazionale dei prodotti dell'alveare,
attrezzature apistiche apicosmesi che si tiene ogni 2° fine
settimana di settembre ed ha raggiunto la XXVI° edizione, è
diventato un appuntamento rilevante dell'intero del panorama
nazionale del settore. La manifestazione organizzata dall'A.S.G.A
(Apicoltori Siena Grosseto Arezzo) e che ha sede in
Montalcino, presenta in quel periodo, oltre al miele ed ai
produttori apiari, anche attrezzature per l'alveare sempre più
sofisticate.
I produttori apicoli residenti nel comune sono 20 con un
patrimonio di circa 3.800 alveari. La produzione di miele
annua ammonta mediamente a 150 tonnellate.
La ricetta: Cenci al miele
Ingredienti: 2 uova, 1 cucchiaino di zucchero, g 400 di
farina, g 25 di burro, mezzo arancio e mezzo limone, 1
bicchiere di vin santo, olio, miele.
Preparazione: si dispone sulla spianatoia la farina a fontana
e si mettono al centro le uova aperte. Poi si sbattono dentro
con la forchetta, creando pian piano una pastella con la
farina, si aggiungono lo zucchero, il burro, il limone,
l'arancio e il bicchierino di Vin santo. Si lavora molto bene
la pasta così ottenuta, aiutandosi anche con le mani, sino a
formare una palla. A questo punto, con il mattarello (in
alcune zone si chiama "ranzagnolo") si stende la pasta sulla
spianatoia fino a farla diventare una striscia sottile,
facendo attenzione a che non si rompa. Poi con la rotella si
taglia la pasta dandole varie forme e dimensioni: strisce,
quadretti, piccoli nodi...da cui il termine di "cenci", cioè
stracci di stoffa di varie forme e dimensioni. I vari cenci
vengono poi fritti nell'olio ben caldo e scolati nella carta
gialla. Subito dopo si dispongono nel vassoio e si ricoprono
con il miele.
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