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Ghemme (Novara)
Superfice: Kmq 20,57 - Abitanti: 3.765
Ghemme è posto all'imbocco della Valsesia, a 242 m s.l.m., a
24 Km da Novara.
L'antica denominazione di Agamium, che deriva dal nome della
popolazione di origine celtica: gli "Agamini", ha avuto
un'evoluzione nel tempo: Agamium - Agheme - Gheme - Ghemme.
Le
origini certe di Ghemme risalgono al periodo Neolitico, come
testimoniano numerosi ritrovamenti avvenuti sulla collina
prospicente il centro abitato. Durante il periodo Romano con
il nome di Pagus Agamino viene ripetutamente citato ai tempi
di Plinio. Centro di notevole importanza nel Medioevo, fu
feudo dei De Castello-Barbavara, come fa fede il diploma di
riconferma a questi da parte del Barbarossa che porta la data
del 1150. In seguito fu feudo dei Bergamino (1470) e, a
partire dalla fine del '400, vi si insediarono alcune delle
più importanti famiglie novaresi e milanesi, attratte dalla
fertilità dei campi e dalla bontà dei vini.
Ebbe come feudatari in seguito i Tettoni, gli Omodei, i Della
Porta Modignani ed infine i Savoia con Benedetto Maurizio,
Duca del Chiablese e Marchese di Ghemme.
Ghemme è da sempre sinonimo di buon vino e lo è ancora di più
da quando, nel 1994, è entrata a far parte dell'associazione
Città del Vino. Nel 1997 il vino Ghemme ha ottenuto la
prestigiosa D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata
Garantita).
Tra le manifestazioni più importanti la rievocazione storica
della "Pace di Ghemme", stipulata il 14 novembre 1467 tra
Galeazzo Maria Sforza e Filippo di Savoia, un avvenimento
importantissimo per la storia del Quattrocento italiano. Tra i
monumenti, la chiesa di Santa Maria Assunta, eretta a partire
dal 1666, la chiesa di San Rocco e il Ricetto, terminato alla
fine del XV secolo, costruito per far fronte alle incursioni
di francesi e spagnoli che depredavano gli abitanti dei
raccolti e dei pochi tesori. Le mura di cinta sono visibili
ancora oggi e rappresentano il perimetro di un grande
rettangolo.
Api e miele a Ghemme
Le produzioni tipiche della zona sono il miele d'acacia, tra i
migliori e più puri d'Italia, e il millefiori.
Gli apicoltori professionisti sono 6, più altri 3 nomadisti.
In totale le arnie sono 600 e la produzione media annua è di
20 tonnellate.
Da alcuni anni Aspromiele, l'Associazione apicoltori novaresi,
Mielenatura e il Comune organizzano a Ghemme un concorso per
incentivare la produzione del miele di qualità e valorizzare
le produzioni tipiche piemontesi.
La ricetta: Torta speziata al miele
Ingredienti: per la prima operazione: 200 g di miele d'acacia,
200 g di zucchero, 100 g di latte fresco. Per la seconda
operazione: 450 g di farina bianca, 20 g di burro rammollito,
20 g di lievito in polvere, 10 g di chiodi di garofano in
polvere, noce moscata e cardamomo, un pizzico di cannella.
Preparazione: fate fondere in una bacinella a bagnomaria il
miele. A parte riscaldate il latte con lo zucchero, aggiungete
il miele, mescolatelo bene a bagnomaria, lasciatelo
raffreddare.
In una bacinella mettete la farina e il lievito, aggiungete il
latte e tutti gli altri ingredienti e impastate fino che la
pasta sia liscia ed omogenea.
Imburrate una tortiera e infarinatela, metteteci il composto,
spianatelo, e cuocetelo in forno per 60-65 minuti a 180 gradi.
Per capire se la torta è cotta infilate uno stuzzicadenti
dentro la torta per 10-15 secondi, e passatelo poi sulle
labbra, se sentite asciutto è pronta, altrimenti lasciatela
ancora un po' in forno. Decorare a piacere.
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