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Castel San Pietro Terme (Bologna)
Superfice: Kmq 148,48 - Abitanti: 19.382
Castel San Pietro Terme sorge sul confine tra Emilia e
Romagna, un confine che nessuna carta geografica riporta, ma
che è evidente soprattutto nel cambio dei dialetti, delle
tradizioni e, alcuni dicono, anche dei caratteri. Ma Castel
San Pietro Terme è città di confine anche tra collina e
pianura. Da una parte una distesa verde pianeggiante a perdita
d'occhio interrotta dalle strisce parallele della via Emilia,
ferrovia e autostrada. Dall'altra parte, appena fuori dal
paese, si sale per colli dove i verdi sono sempre diversi, da
quello dei campi a quello dei boschi.
Il
più caratteristico della città è costituito dal Cassero,
costruito nel 1199 con la nascita del paese e modificato più
volte. Nella parte sovrastante il Cassero vi è la Torre
dell'Orologio, risalente al 1300. Appena fuori dal centro la
Chiesa e il Convento dei Frati Cappuccini, del '600, con
dipinti della scuola del Carracci. Nella piazza principale
anche il Santuario del s.s. Crocifisso, al lato del quale
sorge il campanile che ospita un concerto di 55 campane. A 10
chilometri da Castel San Pietro l'antico borgo di Varignana,
dall'antica torre e la cripta romanica del IX-X secolo della
chiesa di S.Lorenzo.
Tra i nuovi impianti, realizzati in questi ultimi anni, il
Golf e il Centro Ippico: strutture d'eccellenza per una città
che guarda al futuro.
Parte della tradizione della città è legata alle Terme,
conosciute fin dal 1337, quando per caso vennero scoperte le
proprietà terapeutiche della fonte della Fegatella.
Api e miele a Castel San Pietro Terme
Il territorio di Castel San Pietro vanta una tradizione
apistica molto antica. Già a metà dell'800 operavano in questi
territori aziende agricole vocate prevalentemente o
esclusivamente all'apicoltura. Nella seconda metà del '900 un
grande impulso all'apicoltura moderna venne dato da un
apicoltore divenuto famoso nel mondo, Giulio Piana, che
inventò l'arnia moderna oggi universalmente adottata, la
tecnica del nomadismo e, conseguentemente, la produzione e
commercializzazione dei mieli monoflora ottenuta spostando gli
alveari sulle singole fioriture.
Dal 1952 tutti gli anni, in settembre, si tiene la Borsa e la
fiera nazionale del miele: luogo di incontro degli apicoltori
professionali e dei commercianti di miele.
Nel 1989 è nato a Castel San Pietro l'Osservatorio Nazionale
della produzione e del mercato del miele, i cui compiti vanno
dal rilevamento periodico dell'andamento produttivo e di
mercato del miele al monitoraggio della qualità dei mieli,
dall'attività di aggiornamento e formazione, sensibilizzazione
degli apicoltori per la produzione di mieli di alta qualità,
all'attività di valorizzazione dei mieli di alta qualità e dei
mieli vergini integrali. L'Osservatorio ha tra l'altro
elaborato e redatto il dossier per il miele vergine integrale
accettato dal Ministero delle Politiche e pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Ce.
Oltre all'osservatorio hanno sede a Castel San Pietro l'Unaapi,
Unione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani e
l'Associazione italiana per il miele vergine integrale.
A Castel San Pietro ci sono circa 3000 alveari (tra apicoltori
professionali e part-time) con una produzione media annua pari
a 90-100 tonnellate, mentre altre 10-15 tonnellate di miele
proveniente da zone limitrofe vengono a Castel San Pietro
invasettate e commercializzate. Ovviamente l'amministrazione
comunale di Castel San Pietro non poteva non riflettere questa
realtà così corposa e così è stato per due fatti così
significativi: l'introduzione nel proprio piano regolatore
generale di una norma che consente la realizzazione di
impianti di lavorazione del miele anche per gli apicoltori che
non hanno terreno agrario in base al numero degli alveari
posseduti, regolarmente denunciati ed un piano agro-ambientale
in gran parte improntato alla piantumazione nella fascia
collinare-montana di piante di essenze mellifere.
La Ricetta: Certosino
Ingredienti: farina bianca 00 250 g, miele 150 g, zucchero
semolato 125 g, uva passa 100 g, mandorle sgusciate 100 g,
pinoli 100 g, cedro o arancia canditi 100 g, cioccolato in
pezzi 100 g, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, una
cucchiaiata di semi di anice, poco burro.
Preparazione: scottare le mandorle in acqua bollente e poi
pelarle. Mettere in un recipiente il miele, lo zucchero, il
bicarbonato ed i semi di anice. Versare si questi ingredienti
due decilitri di acqua bollente, mescolare, poi fare cadere
lentamente nell'impasto la farina e lavorare bene il composto.
Aggiungere quindi l'uvetta, le mandorle, il cedro candito
tritato, i pinoli e il cioccolato ridotto a piccoli pezzetti.
Imburrare una larga tortiera, mettervi il composto (decorarlo,
volendo, con qualche frutto candito) e porlo in forno già
caldo (190°) lasciandovelo fino a perfetta cottura. Il pan
speziale si conserva alcuni mesi (ben avvolto in carta
metallizzata) senza alterarsi.
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