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 aggiornato al: 19/05/02

CITTA' DEL MIELE - CASTEL SAN PIETRO TERME


Castel San Pietro Terme (Bologna)
Superfice: Kmq 148,48 - Abitanti: 19.382

Castel San Pietro Terme sorge sul confine tra Emilia e Romagna, un confine che nessuna carta geografica riporta, ma che è evidente soprattutto nel cambio dei dialetti, delle tradizioni e, alcuni dicono, anche dei caratteri. Ma Castel San Pietro Terme è città di confine anche tra collina e pianura. Da una parte una distesa verde pianeggiante a perdita d'occhio interrotta dalle strisce parallele della via Emilia, ferrovia e autostrada. Dall'altra parte, appena fuori dal paese, si sale per colli dove i verdi sono sempre diversi, da quello dei campi a quello dei boschi.
castel san pietro termeIl più caratteristico della città è costituito dal Cassero, costruito nel 1199 con la nascita del paese e modificato più volte. Nella parte sovrastante il Cassero vi è la Torre dell'Orologio, risalente al 1300. Appena fuori dal centro la Chiesa e il Convento dei Frati Cappuccini, del '600, con dipinti della scuola del Carracci. Nella piazza principale anche il Santuario del s.s. Crocifisso, al lato del quale sorge il campanile che ospita un concerto di 55 campane. A 10 chilometri da Castel San Pietro l'antico borgo di Varignana, dall'antica torre e la cripta romanica del IX-X secolo della chiesa di S.Lorenzo.
Tra i nuovi impianti, realizzati in questi ultimi anni, il Golf e il Centro Ippico: strutture d'eccellenza per una città che guarda al futuro.
Parte della tradizione della città è legata alle Terme, conosciute fin dal 1337, quando per caso vennero scoperte le proprietà terapeutiche della fonte della Fegatella.

Api e miele a Castel San Pietro Terme
Il territorio di Castel San Pietro vanta una tradizione apistica molto antica. Già a metà dell'800 operavano in questi territori aziende agricole vocate prevalentemente o esclusivamente all'apicoltura. Nella seconda metà del '900 un grande impulso all'apicoltura moderna venne dato da un apicoltore divenuto famoso nel mondo, Giulio Piana, che inventò l'arnia moderna oggi universalmente adottata, la tecnica del nomadismo e, conseguentemente, la produzione e commercializzazione dei mieli monoflora ottenuta spostando gli alveari sulle singole fioriture.
Dal 1952 tutti gli anni, in settembre, si tiene la Borsa e la fiera nazionale del miele: luogo di incontro degli apicoltori professionali e dei commercianti di miele.
Nel 1989 è nato a Castel San Pietro l'Osservatorio Nazionale della produzione e del mercato del miele, i cui compiti vanno dal rilevamento periodico dell'andamento produttivo e di mercato del miele al monitoraggio della qualità dei mieli, dall'attività di aggiornamento e formazione, sensibilizzazione degli apicoltori per la produzione di mieli di alta qualità, all'attività di valorizzazione dei mieli di alta qualità e dei mieli vergini integrali. L'Osservatorio ha tra l'altro elaborato e redatto il dossier per il miele vergine integrale accettato dal Ministero delle Politiche e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ce.
Oltre all'osservatorio hanno sede a Castel San Pietro l'Unaapi, Unione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani e l'Associazione italiana per il miele vergine integrale.
A Castel San Pietro ci sono circa 3000 alveari (tra apicoltori professionali e part-time) con una produzione media annua pari a 90-100 tonnellate, mentre altre 10-15 tonnellate di miele proveniente da zone limitrofe vengono a Castel San Pietro invasettate e commercializzate. Ovviamente l'amministrazione comunale di Castel San Pietro non poteva non riflettere questa realtà così corposa e così è stato per due fatti così significativi: l'introduzione nel proprio piano regolatore generale di una norma che consente la realizzazione di impianti di lavorazione del miele anche per gli apicoltori che non hanno terreno agrario in base al numero degli alveari posseduti, regolarmente denunciati ed un piano agro-ambientale in gran parte improntato alla piantumazione nella fascia collinare-montana di piante di essenze mellifere.

La Ricetta: Certosino
Ingredienti: farina bianca 00 250 g, miele 150 g, zucchero semolato 125 g, uva passa 100 g, mandorle sgusciate 100 g, pinoli 100 g, cedro o arancia canditi 100 g, cioccolato in pezzi 100 g, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, una cucchiaiata di semi di anice, poco burro.
Preparazione: scottare le mandorle in acqua bollente e poi pelarle. Mettere in un recipiente il miele, lo zucchero, il bicarbonato ed i semi di anice. Versare si questi ingredienti due decilitri di acqua bollente, mescolare, poi fare cadere lentamente nell'impasto la farina e lavorare bene il composto. Aggiungere quindi l'uvetta, le mandorle, il cedro candito tritato, i pinoli e il cioccolato ridotto a piccoli pezzetti. Imburrare una larga tortiera, mettervi il composto (decorarlo, volendo, con qualche frutto candito) e porlo in forno già caldo (190°) lasciandovelo fino a perfetta cottura. Il pan speziale si conserva alcuni mesi (ben avvolto in carta metallizzata) senza alterarsi.

 
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OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA PRODUZIONE E DEL MERCATO DEL MIELE
Via Matteotti 72 - 40024 Castel San Pietro Terme (Bologna)
Tel. e Fax 051/940147 - e-mail  osservatoriomiele@libero.it
Ideato e realizzato da Andrea Malossini