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Bagno
di Romagna (Forlì-Cesena)
Superfice: Kmq 233,44 - Abitanti: 6.140
Adagiata sulla sinistra del fiume Savio, a 491 m s.l.m., deve
l' origine del suo nome alla presenza di una sorgente le cui
acque possiedono la caratteristica di sgorgare naturalmente
alla temperatura di 45 gradi, dalle miracolose proprietà
taumaturgiche. Durante la dominazione fiorentina, Bagno
divenne famosa come località turistica e di cure termali per
numerose nobili casate toscane, tra le quali la famiglia de'
Medici.
Di
notevole bellezza la piazza della città, che comprende la
Basilica di Santa Maria Assunta di origine romanica e, poco
distante, il Palazzo dei Capitani, adorno degli stemmi dei
Reggenti che Firenze inviava ad amministrare il territorio
della Valle di Bagno; pittoreschi i vicoli e le strette vie
che si dipartono dalla Piazza.
Splendida la chiesa prevostale di S. Piero. Maestosa e
imponente, racchiude un'opera d'arte pressoché sconosciuta: un
tempera su tavola rappresentante "La Madonna con Bambino e
Santi" risalente al 1497, che ha singolari affinità con la
famosa pala Neri di Bicci (1468) conservata nella Basilica di
S. Maria Assunta Bagno di Romagna. Poco distanti dal centro
storico gli stabilimenti delle Terme, dalle acque ricche di
proprietà curative. L' acqua minerale
bicarbonato-alcalina-sulfurea, sgorga a all'interno di uno
stabilimento ed è indispensabile per la cura delle malattie
della pelle. Altre acque, non meno importanti, vengono
utilizzate per affezioni inalatorie e problemi di sordità
rinogena. Fanghi, bagni, grotte naturali, erboristeria e cure
bioenergetiche si aggiungono alla lista, per completare un
percorso all'interno del benessere fisico che qui è ritenuto
di estrema importanza.
Ricche di fascino le escursioni possibili : San Piero in
Bagno, la Sorgente del Chiardovo, Gualchiere e Passo di Serra,
per giungere, infine, al Parco Nazionale delle Foreste
Casentinesi.
Api e miele a Bagno di Romagna
Gli apicoltori sono 15, la produzione media annua è di circa
100 tonnellate, le arnie circa 1000. A Bagno ha sede
l'Associazione Apicoltori Forlivesi (AFA).
Le principali varietà di miele sono la melata d'abete, il
millefiori di bosco, il miele di castagno e il millefiori di
campo.
La ricetta: Mousse al miele e pinoli con salsa alle more
Ingredienti: 30 g di albumi, 160 g di miele d'acacia, 5 g di
colla di pesce, 35 g di pinoli, 250 g di panna già montata,
300 g di more, 30 g di zucchero
Preparazione: montare a neve gli albumi. In un pentolino
cuocere il miele per alcuni minuti poi aggiungere la colla di
pesce precedentemente ammorbidita in acqua fredda, mescolare
in modo che si sciolga e versare a filo sugli albumi sempre
mescolando con una frusta (oppure facendo girare la
planetaria) fino a raffreddamento del composto. Si otterrà
così una meringa italiana al miele.
Montare la panna, incorporarla alla meringa unitamente ai
pinoli dopodiché versare il tutto in stampi individuali e
porre nel congelatore per alcune ore.
Frullare le more con lo zucchero poi passare il tutto al
setaccio per eliminare i semi. Con il composto così ottenuto
decorare i piatti individuali, sistemare sopra la mousse ormai
rassodata, guarnire secondo fantasia e servire.
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