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Nasce l'Associazione nazionale italiana
"Le città del miele": per la tutela della qualità e della
diversità del miele vergine integrale italiano.
Mieli d'abete, acacia, agrumi, castagno, corbezzolo, erica,
eucalipto, girasole, melata, rododendro, sulla, tarassaco,
tiglio e timo. Sono questi i 14 mieli uniflorali per i quali è
stata registrata la richiesta per il riconoscimento della
specificità di miele vergine integrale, ai quali vanno ad
aggiungersi decine e decine di tipi diversi di mieli
millefiori: da quelli prodotti nei pascoli d'alta montagna a
quelli tipici della macchia mediterranea. L'Italia, coi suoi
50 mila apicoltori, un milione e 100 mila alveari, una
produzione media di oltre 10 mila tonnellate e un consumo
medio di circa 20 mila tonnellate di miele l'anno, è tra le
poche nazioni al mondo che può vantare una tradizione
consolidata sul miele. Oltre al consumo fresco, i mieli
migliori sono ingredienti indispensabili delle molte
specialità dolciarie e gastronomiche tradizionali: dal torrone
di Cremona ai sebadas della Sardegna, dalla biscotteria al
miele di Modica al panforte di Siena, dal pangiallo umbro al
certosino bolognese, dagli struffoli campani alla cicerchiata
umbra e abruzzese.
Per consolidare questo patrimonio un selezionato gruppo di
città italiane, che da molti anni svolgono iniziative per
l'apicoltura, ha deciso di unire le forze in un progetto
comune.
Ghemme (No) e
Montezemolo (Cn) per il Piemonte,
Bagno di
Romagna (Fc) e
Castel San Pietro Terme (Bo) per l'Emilia-Romagna,
Lazise del Garda (Vr) per il Veneto,
Montalcino (Si) per la
Toscana, Foligno (Pg) per l'Umbria,
Tornareccio (Ch) per
l'Abruzzo e
Sortino (Sr) e
Zafferana Etnea (Ct) per la
Sicilia, sono le dieci città che il 18 maggio 2002, a Castel
San Pietro Terme (Bo), firmeranno l'atto costitutivo
dell'Associazione nazionale italiana "Le città del miele".
I dieci Comuni vantano una tradizione apistica consolidata nel
tempo a livello regionale, nazionale e internazionale, sia sul
piano produttivo sia per la promozione del prodotto.
La scelta di costituire questa Associazione si basa sulla
necessità di promuovere la tutela e la valorizzazione dei
mieli italiani e in particolare del Miele vergine integrale,
soprattutto a fronte di una tendenza alla massificazione dei
consumi alimentari a livelli bassi di qualità.
Ai mieli italiani, perché è al plurale che bisogna parlare -
considerata la loro grande varietà - deve essere garantita la
specificità, che mette in evidenza, sapore, aroma, colore,
profumo e la diversa origine botanica. Esattamente l'opposto
dei mieli lavorati industrialmente, che hanno sempre lo stesso
colore, odore e sapore: mieli senza storia, origine e varietà.
Nessuno si sognerebbe mai paragonare un Brunello di Montancino
affinato in botti di rovere ad un comune vino da tavola, o un
olio extra-vergine d'oliva, spremuto a freddo, a dell'olio di
oliva estratto a caldo utilizzando solventi; e così dev'essere
per il miele. Il miele vergine integrale non ha nulla in
comune con i mieli industriali. Il primo viene confezionato
tal quale come le api producono, mentre i mieli industriali
sono lavorati, miscelati e sottoposti a riscaldamento (fino a
80°C), per risultare sempre liquidi, con odori e sapori
standardizzati.
Fortunatamente, dopo una lunga battaglia condotta dagli
apicoltori a livello nazionale e comunitario, iniziata nel
1995, tra breve si potrà probabilmente tornare a parlare di
miele vergine integrale, dizione che era scomparsa dalle
etichette dei mieli italiani per non contrastare con le allora
vigenti norme comunitarie. Dal prossimo agosto il miele
vergine integrale, se le pressioni dei grandi gruppi
industriali non avranno successo come ci si augura, potrà
godere infatti del riconoscimento di Specialità tradizionale
garantita (Stg).
La tutela dell'apicoltura per i Comuni che hanno aderito
all'Associazione significa anche un impegno preciso nella
difesa e salvaguardia dell'ambiente e delle biodiversità, per
il ruolo insostituibile che l'ape svolge nell'impollinazione
delle piante spontanee e coltivate (ammonta a 5,6 miliardi di
Euro all'anno il valore delle api per tale servizio).
I principali obiettivi dell'Associazione "Le città del miele",
che non ha fini di lucro, sono dunque la promozione e la
tutela della qualità dei mieli italiani, e in particolare del
Miele vergine integrale quale Specialità tradizionale
garantita (Stg) nelle sue specifiche tipologie produttive; la
tutela delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche e
storiche legate ai territori con particolare vocazione verso
l'apicoltura; la diffusione dei valori di qualità legati
all'apicoltura, della sua tradizione, cultura e ambiente; la
promozione di manifestazioni collettive per favorire lo
scambio di esperienze e la reciproca conoscenza tra produttori
e visitatori delle Città del miele; la collaborazione con
altre associazioni europee al fine di attivare progetti di
valorizzazione e promozione dei mieli a livello
transnazionale.
L'Associazione adotterà un proprio marchio identificativo "Le
città del miele". All'Associazione potranno aderire i Comuni,
le Province, le Comunità Montane e gli Organismi ed Enti
turistici impegnati a promuovere la qualità dei mieli italiani
e l'attività connessa ai suoi valori a carattere ambientale,
storico, di tradizione, culturale, alimentare e gastronomico.
La sede legale dell'Associazione sarà presso il Comune di
Lazise sul Garda, mentre quella tecnico-scientifica presso il
Comune di Castel San Pietro Terme.
Alla costituzione dell'Associazione hanno contribuito
l'Osservatorio della produzione e del mercato del Miele e
l'Unione nazionale delle Associazioni degli apicoltori
italiani (Unaapi).
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