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 aggiornato al: 19/05/02

CITTA' DEL MIELE


Nasce l'Associazione nazionale italiana "Le città del miele": per la tutela della qualità e della diversità del miele vergine integrale italiano.

Mieli d'abete, acacia, agrumi, castagno, corbezzolo, erica, eucalipto, girasole, melata, rododendro, sulla, tarassaco, tiglio e timo. Sono questi i 14 mieli uniflorali per i quali è stata registrata la richiesta per il riconoscimento della specificità di miele vergine integrale, ai quali vanno ad aggiungersi decine e decine di tipi diversi di mieli millefiori: da quelli prodotti nei pascoli d'alta montagna a quelli tipici della macchia mediterranea. L'Italia, coi suoi 50 mila apicoltori, un milione e 100 mila alveari, una produzione media di oltre 10 mila tonnellate e un consumo medio di circa 20 mila tonnellate di miele l'anno, è tra le poche nazioni al mondo che può vantare una tradizione consolidata sul miele. Oltre al consumo fresco, i mieli migliori sono ingredienti indispensabili delle molte specialità dolciarie e gastronomiche tradizionali: dal torrone di Cremona ai sebadas della Sardegna, dalla biscotteria al miele di Modica al panforte di Siena, dal pangiallo umbro al certosino bolognese, dagli struffoli campani alla cicerchiata umbra e abruzzese.
Per consolidare questo patrimonio un selezionato gruppo di città italiane, che da molti anni svolgono iniziative per l'apicoltura, ha deciso di unire le forze in un progetto comune.
Ghemme (No) e Montezemolo (Cn) per il Piemonte, Bagno di Romagna (Fc) e Castel San Pietro Terme (Bo) per l'Emilia-Romagna, Lazise del Garda (Vr) per il Veneto, Montalcino (Si) per la Toscana, Foligno (Pg) per l'Umbria, Tornareccio (Ch) per l'Abruzzo e Sortino (Sr) e Zafferana Etnea (Ct) per la Sicilia, sono le dieci città che il 18 maggio 2002, a Castel San Pietro Terme (Bo), firmeranno l'atto costitutivo dell'Associazione nazionale italiana "Le città del miele".
I dieci Comuni vantano una tradizione apistica consolidata nel tempo a livello regionale, nazionale e internazionale, sia sul piano produttivo sia per la promozione del prodotto.
La scelta di costituire questa Associazione si basa sulla necessità di promuovere la tutela e la valorizzazione dei mieli italiani e in particolare del Miele vergine integrale, soprattutto a fronte di una tendenza alla massificazione dei consumi alimentari a livelli bassi di qualità.
Ai mieli italiani, perché è al plurale che bisogna parlare - considerata la loro grande varietà - deve essere garantita la specificità, che mette in evidenza, sapore, aroma, colore, profumo e la diversa origine botanica. Esattamente l'opposto dei mieli lavorati industrialmente, che hanno sempre lo stesso colore, odore e sapore: mieli senza storia, origine e varietà.
Nessuno si sognerebbe mai paragonare un Brunello di Montancino affinato in botti di rovere ad un comune vino da tavola, o un olio extra-vergine d'oliva, spremuto a freddo, a dell'olio di oliva estratto a caldo utilizzando solventi; e così dev'essere per il miele. Il miele vergine integrale non ha nulla in comune con i mieli industriali. Il primo viene confezionato tal quale come le api producono, mentre i mieli industriali sono lavorati, miscelati e sottoposti a riscaldamento (fino a 80°C), per risultare sempre liquidi, con odori e sapori standardizzati.
Fortunatamente, dopo una lunga battaglia condotta dagli apicoltori a livello nazionale e comunitario, iniziata nel 1995, tra breve si potrà probabilmente tornare a parlare di miele vergine integrale, dizione che era scomparsa dalle etichette dei mieli italiani per non contrastare con le allora vigenti norme comunitarie. Dal prossimo agosto il miele vergine integrale, se le pressioni dei grandi gruppi industriali non avranno successo come ci si augura, potrà godere infatti del riconoscimento di Specialità tradizionale garantita (Stg).
La tutela dell'apicoltura per i Comuni che hanno aderito all'Associazione significa anche un impegno preciso nella difesa e salvaguardia dell'ambiente e delle biodiversità, per il ruolo insostituibile che l'ape svolge nell'impollinazione delle piante spontanee e coltivate (ammonta a 5,6 miliardi di Euro all'anno il valore delle api per tale servizio).
I principali obiettivi dell'Associazione "Le città del miele", che non ha fini di lucro, sono dunque la promozione e la tutela della qualità dei mieli italiani, e in particolare del Miele vergine integrale quale Specialità tradizionale garantita (Stg) nelle sue specifiche tipologie produttive; la tutela delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche e storiche legate ai territori con particolare vocazione verso l'apicoltura; la diffusione dei valori di qualità legati all'apicoltura, della sua tradizione, cultura e ambiente; la promozione di manifestazioni collettive per favorire lo scambio di esperienze e la reciproca conoscenza tra produttori e visitatori delle Città del miele; la collaborazione con altre associazioni europee al fine di attivare progetti di valorizzazione e promozione dei mieli a livello transnazionale.
L'Associazione adotterà un proprio marchio identificativo "Le città del miele". All'Associazione potranno aderire i Comuni, le Province, le Comunità Montane e gli Organismi ed Enti turistici impegnati a promuovere la qualità dei mieli italiani e l'attività connessa ai suoi valori a carattere ambientale, storico, di tradizione, culturale, alimentare e gastronomico.
La sede legale dell'Associazione sarà presso il Comune di Lazise sul Garda, mentre quella tecnico-scientifica presso il Comune di Castel San Pietro Terme.
Alla costituzione dell'Associazione hanno contribuito l'Osservatorio della produzione e del mercato del Miele e l'Unione nazionale delle Associazioni degli apicoltori italiani (Unaapi).

 
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