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31-3-2008
Decine di migliaia di alveari colpiti
da spopolamento in coincidenza
con le semine di mais.
In pericolo la produzione di miele,
l’impollinazione, l’esistenza stessa
dell’apicoltura
La situazione è allarmante
nelle aree pianeggianti della Pianura
padana, in coincidenza con la semina
del mais sono state registrate anche
questa primavera perdite elevatissime
e il fenomeno progredisce con l’avanzare
delle operazioni di semina del mais.
Anche se servirà un’analisi
più circostanziata sono già stimabili
in alcune decine di migliaia gli
alveari colpiti da spopolamento della
popolazione di campo per cui non
potranno produrre miele.
Solo per una parte è stata
fatta segnalazione alle autorità sanitarie.
Le rilevazioni fin qui raccolte
riguardano in particolare le province
di:
- Milano, con i Comuni di Robecco
sul Naviglio, Nerviano-Parabiago,
Ozzero, Cisliano, Abbiategrasso,
Corbetta, Morimondo
- Cremona, con i Comuni di Cremona,
Casalmaggiore, Soresina, Crema, Castelleone
- Mantova, con i Comuni di Dosolo,
Marcaria, Castellucchio, Guidizzolo,
Volta Mantovana, Goito, Borgoforte,
Ceresara
- Brescia, con i Comuni di Capodimonte
e Rezzato, Rovato, Ospitaletto, Pralboino,
Gottolengo, Castenedolo, Calcinato,
Bagnolo, Gussago, Poncarale, Castegnato,
Chiari, Rodengo Saiano, Camignano
- Bergamo, con i Comuni di Ciserano,
Grassobbio, Misano Gera d’Adda
- Lodi, con i Comuni di Zelo Buon
Persico, Cervignano d’Adda
- Varese, con i Comuni di Bienate,
Comerio
- Torino, con i Comuni di Chivasso,
Foglizzo, Vische, Mazze’, Vignale,
Caluso, Azzeglio, Parella
- Alessandria, con i Comuni di Alessandria,
Masio, Casale Monferrato, Valenza,
Pecetto di Val., Camagna Monf., Borgomasino,
Terruggia, Ozzano, Bozzole, Rosignano,
Pomaro, San Salvatore
- Cuneo, con i Comuni di Savigliano,
Barge, Villanova Solaro, Revello,
Moretta, Saluzzo, Marene, Centallo,
Cervere, Fossano, S. Albano Stura,
Morozzo, Oleggio
Per l’Emilia-Romagna i danni sono
particolarmente evidenti nel piacentino.
Perdite non esattamente quantificate
anche in Veneto, Friuli Venezia Giulia
e Toscana.
In molte aree
si tratta di un vero e proprio
“apicidio”, tanto sono
elevate le perdite di api. La quasi
totalità delle morie si è manifestata
in stretta ed evidente connessione
con l’uso di sementi di mais conciate
con neonicotenoidi e distribuite
con seminatrici pneumatiche.
In qualche
sporadico caso la responsabilità sembra
invece connessa a trattamenti sul
grano.
Gli apicidi
drammatici di questi giorni si
aggiungono alle ingenti
perdite invernali, segnalate nei
mesi scorsi, con il risultato che
in molte aree non ci saranno api
in grado di raccogliere miele e d’impollinare
le specie vegetali spontanee e coltivate,
con prevedibili ingenti danni per
l’agricoltura. Le perdite maggiori
riguardano gli allevamenti biologici,
nei quali è stata persa circa
la metà del patrimonio nazionale.
Anche questo è un aspetto
importante: il miele biologico si è guadagnato
faticosamente una buona reputazione
e una discreta preferenza di mercato
con il riconoscimento di un buon
differenziale di prezzo, tutto questo
rischia di andare perduto.
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